| categoria: esteri

TRUMP ATTACCA FBI, ‘PENSI A STRAGI INVECE CHE AI RUSSI’

TRUMPArriva l’attacco frontale del presidente Usa Donald Trump all’Fbi: si scaglia contro l’agenzia federale per aver ignorato gli avvertimenti che avrebbero poi portato alla strage di studenti nel liceo della Florida, accusandola di passare «troppo tempo nel tentativo di dimostrare la collusione russa con la campagna di Trump. Non c’è nessuna collusione. Ricominci daccapo e ci renda tutti orgogliosi», tuona il presidente in un tweet. Il Bureau aveva ammesso di non aver agito dopo gli avvertimenti sul conto del killer del liceo di Parkland dove 17 studenti sono stati uccisi. Lo aveva specificato nei giorni scorsi riferendo che il protocollo non era stato seguito su una chiamata di avvertimento dello scorso cinque gennaio. Il governatore della Florida Rick Scott aveva chiesto le dimissioni del capo dell’Fbi, ma Trump -che pure in passato e su altri temi non aveva fatto mancare le sue critiche al Bureau- ancora così non si era espresso. Questo mentre il dolore si riversa nelle piazze, con le migliaia di persone che hanno manifestato a Fort Lauderdale e a St. Petersburg chiedendo una azione immediata per nuove leggi sulle armi e con altre dimostrazioni previste per le prossime settimane, tra cui l’appello ad una ‘serratà di protesta di 17 minuti di insegnanti e studenti il prossimo 14 marzo, fino ad un corteo a Washington indetto per il prossimo 24 marzo con l’obiettivo di fare pressione sul mondo della politica per potenziare il controllo sulla circolazione delle armi. Trump intanto ha in programma in settimana un incontro con gli studenti, per ascoltare, dopo la tragedia di Parkland. Nei prossimi giorni vedrà anche responsabili locali per discutere di sicurezza nelle scuole. Il weekend però – passato dal presidente nel suo resort di Mara a Lago in Florida dove si è recato dopo aver incontrato sopravvissuti della strage nella scuola, medici e soccorritori – è segnato da una raffica di tweet attraverso i quali manifesta soprattutto la sua frustrazione verso l’inchiesta sul cosiddetto Russiagate, fino a scandire: «A Mosca se la stanno ridendo!». Torna così respingere con forza le ipotesi di collusione, ma anche a difendere la sua criticata scelta di non aver puntato il dito contro la Russia in maniera più netta, tacciato per questo di contraddire quanto l’intelligence americana sosteneva parlando per mesi di prove sulle interferenze russe: «Non ho mai detto che la Russia non si sia intromessa nelle elezioni, ho detto »potrebbe essere la Russia o la Cina o qualsiasi altro Paese o gruppo, o potrebbe essere un genio di 180 chili seduto a letto giocando al computer. – ha scritto – La ‘beffà russa è stata che la campagna di Trump era in collusione con la Russia – non è mai successo!«. Fino a rispolverare un suo cavallo di battaglia nell’attribuire parte della responsabilità delle ‘intrusionì all’amministrazione Obama e a stigmatizzare inchieste e divisioni politiche: »Se l’obiettivo della Russia era seminare zizzania, disturbo e caos negli Usa, poi con tutte le audizioni delle commissioni, inchieste e odi di partito, ci sono riusciti oltre le loro più rosee aspettative. Se la stanno ridendo a Mosca. America fatti furba!«.

Ti potrebbero interessare anche:

Abramovich: portavoce Fbi smentisce l'arresto. Nuovo giallo dopo il caso Berezovski
GMG/Papa Francesco, il primo bagno di folla a Rio già da lunedì
Ue: gli Hezbollah nella lista nera del terrorismo
Nuovo naufragio tra Grecia e Turchia: recuperati 22 corpi
La destra anti-Ue trionfa in Polonia e governa da sola
Russia, nuovo caso Litvinenko? Avvelenato un dissidente



wordpress stat