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IN PRIMO PIANO/ “O LA REGIONE CI ASCOLTA O BLOCCHIAMO I RICOVERI”

da sin-Walter Santilli-Cesare Damiani_Rita Formisano_conferenza stampa_Roma 19feb2018 Scatta la protesta del mondo della riabilitazione. Non è possibile che le cartelle cliniche dal 2009 ad oggi siano giudicate per il 90% incongrue o inadeguate in base a criteri che la stessa Regione ha “superato” nel 2016La rabbia della categoria nella conferenza stampa di lunedì all’Hotel de la Minerve.I rappresentanti delle società scientifiche dei riabilitatori SIMFER e SIRN e il Collegio degli universitari passano al contrattacco. Chiesto un confronto con la Regione Lazio e una trattative sulle regole dei controlli.

Non è possibile che il 90% delle cartelle cliniche dal 2009 ad oggi sia giudicato incongruo o inadeguato in base a criteri che la stessa Regione ha “superato” nel 2016. Giudizio non negoziabile, sanzioni inevitabili? L’ente chiede indietro milioni di euro dalle strutture accreditate. Ma la misura è evidentemente colma, non sono gli imprenditori del settore e le associazioni datoriali a protestare, ma fisiatri e neurologi che vedono contestati i loro giudizi e le loro valutazioni. C’è qualcosa di veramente sbagliato. La burocrazia regionale è miope, sciatta o in malafede? La rabbia della categoria nella conferenza stampa di lunedì all’Hotel de la Minerve.I rappresentanti delle società scientifiche dei riabilitatori SIMFER e SIRN e il Collegio degli universitari passano al contrattacco. Chiesto un confronto con la Regione Lazio e una trattative sulle regole dei controlli. Proposte e minacce, «Potremmo arrivare a fermare i ricoveri». Pier Luigi Bartoletti, vice presidente dell’Ordine dei Medici di Roma e provincia, interviene e si offre come mediatore. La vicenda delle cartelle cliniche passate al setaccio dai “controllori” regionali nell’ambito della riabilitazione di ictus, SLA, Parkinson, Sclerosi Multipla, postumi di eventi fratturativi è veramente paradossale, accade solo nel Lazio. «Siamo tutti truffatori o incompetenti?», dicono i rappresentanti di fisiatri, neurologi, geriatri, pneumologi, cardiologi e riabilita ori. I diecimila riabilitatori del Lazio in rivolta rivendicano la dignità del loro lavoro e la tutela dei diritti di centinaia di migliaia di utenti-cittadini alle cure del servizio sanitario nazionale. La Regione Lazio rivuole indietro centinaia di milioni di euro basandosi solo su “Linee Guida” in assenza di una vera normativa. Che i riabilitatori chiedono e rivendicano senza successo. Nelle altre regioni tutto avviene in modo diverso, più equilibrato e comunque condiviso.Ma la Regione evidentemente deve fare cassa a tutti i costi, anche attraverso questo sistema affatto ortodosso. Ecco cosa c’è realmente dietro ai conti positivi vantati da Zingaretti in campagna elettorale.

IL CASO SI FA POLITICO
Il caso dunque si fa politico, ci sono di mezzo il futuro di almeno diecimila operatori e la sorte di decine di strutture. La Regione fa orecchie da mercante, chiede indietro centinaia di milioni di euro, applica maxi sanzioni per cartelle valutate secondo criteri che lo stesso ente ha modificato (ma gli aggiornamenti non sono retroattivi) . L’obbligo di effettuare la terapia di riabilitazione motoria e neurologica in regime di ricovero è di 3 ore tutti i giorni. Questo accade solo nel Lazio. Il mondo della riabilitazione con le spalle al muro chiede di negoziare nuove regole, omogenee e condivise, propone commissioni formate da ex primari della riabilitazione. Ma è pronto anche a reagire all’atteggiamento negazionista della Regione. Trovata unità di intenti le società scientifiche ma se non verranno ascoltate minacciano di bloccare i ricoveri. Il vice presidente dell’Ordine dei Medici, Bartoletti si propone come mediatore.

SISTEMA DEI CONTROLLI SOTTO ACCUSA

Il mondo della riabilitazione mette sotto accusa il sistema dei controlli regionali delle cartelle cliniche. A parlare – per la prima volta ai media – anche con una lettera aperta rivolta ai cittadini pubblicata sulle maggiori testate- nel corso di una conferenza stampa tenuta a Roma presso l’Hotel de la Minerve, sono i medici rappresentanti delle Società Scientifiche della categoria (SIMFER, SIRN) e del Collegio degli Universitari che hanno presentato una situazione drammatica.

SIAMO TUTTI TRUFFATORI?

I “controllori” della Regione stanno esaminando retroattivamente le cartelle cliniche degli ultimi otto anni delle strutture private e pubbliche (30 case di cura accreditate, 2 IRCCS, più i reparti di riabilitazione negli ospedali pubblici per un totale di 46) che erogano riabilitazione contestandone l’appropriatezza e la congruità. Gli esiti delle verifiche sono paradossali: bocciato il 90% dei documenti esaminati. «Siamo tutti truffatori o incompetenti?» denunciano Carlo Damiani, Segretario Regionale Lazio SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa), Rita Formisano, Segretario Regionale Lazio SIRN (Società Italiana Riabilitazione Neurologica) e Walter Santilli Presidente del Collegio degli Universitari. Si tratta di un volume complessivo di pagamenti annui di oltre 250 milioni di euro che la Regione passa alle strutture per 2500 posti letto, oggi i verificatori valutano inadeguate la maggioranza delle cartelle cliniche e tale giudizio comporta la restituzione delle somme e una sanzione aggiuntiva.

SANZIONI DELLA REGIONE

La restituzione di diverse centinaia di milioni di euro che la Regione Lazio chiede porterebbe al collasso i bilanci di molte strutture che erogano le prestazioni. E con ripercussioni occupazionali per un numero di lavoratori non lontano dai diecimila. Perché questa situazione paradossale riguarda solo il Lazio?

STANDARD RIABILITATIVO SOLO NEL LAZIO

Nel territorio laziale, unico nel panorama nazionale, lo standard riabilitativo è di 3 ore al giorno tutti i giorni e non tiene conto delle specificità dei pazienti soprattutto se anziani. «Se il ricoverato – dichiara Damiani- ha 40 di febbre, una polmonite in atto, secondo i “controllori” quel malato deve fare riabilitazione dal primo all’ultimo giorno del suo ricovero». La sanzione è un abbattimento della tariffa dovuta per quel ricovero. Il livello dei controlli a questo punto è davvero inaccettabile, affermano in coro le Società scientifiche e il Collegio degli Universitari della Medicina Fisica e Riabilitativa.

COSA PROPONGONO I RIABILITATORI

I riabilitatori chiedono la revisione delle norme che regolano i criteri di accesso e di appropriatezza dei ricoveri in regime ordinario, adeguandole a criteri di scientificità come accade, del resto, in tutte le altre regioni d’Italia; rivendicano controlli omogenei, chiedono che i rilievi e le osservazioni siano uguali per tutte le strutture controllate (cosa che ad oggi non avviene). E infine propongono che i controlli non siano effettuati retroattivamente su cartelle di 10 anni prima, ma che siano effettuati anno per anno. Le verifiche vanno affidate a medici esperti in riabilitazione.

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