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SINISTRA UNITA IN PIAZZA CONTRO FASCISMI. M5S ASSENTE

Dopo le divisioni di Macerata, il centrosinistra si ritrova unito a Roma, in Piazza del Popolo, a manifestare sotto lo slogan «mai più fascismi, mai più razzismi. Accogliendo l’appello di Anpi, Cgil, Cisl, Uil, Libera, Arci e Acli, il Pd e Liberi Uguali, insieme a sigle come »Potere al Popolo«, abbandonano, per un giorno, i toni accesi della campagna elettorale. E mandano al Paese, a otto giorni dal voto, un messaggio a sostegno della Costituzione repubblicana, figlia della Resistenza. »Un bellissimo messaggio costituzionale, un corteo molto importante – commenta il premier Paolo Gentiloni – perché c’è grande bisogno di rassicurare«. Una partecipazione massiccia, secondo gli organizzatori oltre 100mila persone, lungo le strade del centro di Roma, malgrado la pioggia e il freddo. Un corteo assolutamente sereno, a tratti anche ironico, accompagnato dal tradizionale »Bella Ciao«, quindi canzoni di Springsteen, Rino Gaetano e Manuchao, diffuse dalle casse poste su un camion. Qualche cartello chiede »aiutateci a casa nostra«, spunta un adesivo sarcasticamente ‘trumpianò, »Make Italy antifascista again«. Il picco della tensione, ed è tutto dire, quando i rispettivi servizi d’ordine fermano vigorosamente l’arrembaggio delle troupes tv nel retropalco, durante l’abbraccio tra Paolo Gentiloni e Matteo Renzi. Assente invece, tra le polemiche, il M5S: »Si stanno rispolverando ideologismi e anti-ideologismi per distrarre dai programmi«, spiega il grillino Vito Crimi. »Il M5S deve chiarire – ammonisce Bersani – se crede o meno nella Costituzione. Su questo non si transige«. In prima fila, accanto alla leader della Cgil, Susanna Camusso, Don Luigi Ciotti e Carla Nespolo presidente dell’Anpi, il numero due del Nazareno, Maurizio Martina, il leader di LeU, Pietro Grasso e la Presidente della Camera Laura Boldrini. Presenti anche Pierluigi Bersani, Piero Fassino, Nicola Fratoianni, Nicola Zingaretti e Riccardo Magi. In rappresentanza della sindaca Virginia Raggi, il suo vice, Luca Bergamo. Si unisce al corteo anche Walter Veltroni, tra gli abbracci e le strette di mano. Quando la testa del corteo giunge a Piazza del Popolo, arriva il premier Paolo Gentiloni assieme a una nutrita pattuglia di ministri, tra cui Roberta Pinotti, Anna Finocchiaro, Marianna Madia, Andrea Orlando e Valeria Fedeli. Accolto da grande affetto e qualche applauso, Gentiloni definisce il corteo »un importante messaggio costituzionale che serve a rassicurare«. Laconico anche Renzi: »Oggi un giorno importante, è bello che ci sia il premier e tutto il Pd«. Quindi, dopo pochi minuti il segretario dem lascia la Piazza. Bersani evita anche di polemizzare e commenta ironico: »Renzi in piazza? Ho manifestato tante volte con i Dc…«. Toni distinti, invece, sul tema della repressione delle forze neofasciste. Nicola Fratoianni è netto: »Chiediamo lo scioglimento di queste organizzazioni«. Più sfumato Bersani: »Non entro nella questione dello scioglimento, ma chi è fuori la Costituzione non può presentarsi alle elezioni«. Pietro Grasso sottolinea che »chi inneggia all’odio razziale non può che essere fascista«. Infine Laura Boldrini annuncia che firmerà l’appello dell’Anpi per la chiusura di questi gruppi. Contro la piazza di Roma si schiera Matteo Salvini. »È ritorno al passato che porta solo rabbia«, osserva da Milano. Brusca la replica del vicesegretario dem, Maurizio Martina: »Chi non ha memoria, non ha nemmeno futuro«. Infine, interviene anche Silvio Berlusconi. »Il fascismo è morto e sepolto, è ormai un fenomeno storicizzato. Oggi non vedo in giro né folle fasciste e tantomeno c’è in giro un Mussolini. Un pò di colpa – conclude il Cavaliere – ce l’hanno anche stampa e la tv che danno troppa importanza a queste cose…«.

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