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L’Italia delle meraviglie/ 1 – Venezia fuori dal giro, un incanto

foto CannareggioIl tour ufficiale è Rialto, Ca’d’Oro, San Marco, Palazzo Ducale, ponte dei Sospiri. Ma Venezia è altro, è perdersi per le calli e i campi di Castello, fino all’Arsenale e i giardini della Biennale a S. Elena. O arrivare ai lembi estremi di Cannaregio, oltre il Ghetto, oltre la Madonna dell’Orto, oltre S. Alvise, per scoprire la città lagunare diversa, completamente sconosciuta ai turisti
Di Giulio Terzi
Ottobre-novembre è il top. Ma anche marzo va bene. Sono i periodi migliori per godersi Venezia. Non quella delle cartoline, patinata, di plastica, Ma quella vera, con i turisti a numero ridotto, con i colori, i rumori e gli umori giusti. I rumori, prima di tutto. Qualche decennio fa fu coniato uno slogan che ricalcava il titolo di una celebre canzone di Simon-Garfunkel, “The sound of silence”, Il riferimento è perfetto, questi sono i giorni in cui svoltando improvvisamente in qualche campiello si entra in una atmosfera magica, con un silenzio perfetto rotto solo dal battito d’ali e dai richiami dei colombi. Puoi trovare delle giornate limpide, con un cielo talmente terso che passeggiando lungo le Fondamente Nove, all’estremità del sestiere di Cannaregio, puoi ammirare sullo sfondo della laguna le montagne innevate. Lontanissime, ma par di toccarle. I colori sono netti, addirittura violenti, sembra di muoversi sul set di un film. Ma può capitare anche che la giornata sia grigia, umida, nebbiosa, con una coltre che si può tagliare a fette. Tutto ovattato, magico. Niente retorica, è la normalità in cui vivono residenti e pochi privilegiati fuori dalle rotte turistiche e dalle paccottiglie. In laguna si può. Magari costa (meno che in altri periodi dell’anno anche se a Venezia la bassa stagione non esiste più) ma ne vale la pena. Una buona guida (integrata da qualche consiglio autoctono) potrà garantire un soggiorno indimenticabile e un ristoro per la mente e per lo spirito. A Venezia si cammina. Tanto. Anche senza rendersene conto. Diamo per scontato il tour ufficiale, Rialto, Ca’d’Oro, San Marco, Palazzo Ducale, ponte dei Sospiri. Venezia è altro, è perdersi per le calli e i campi di Castello, fino all’Arsenale e i giardini della Biennale a S. Elena. O arrivare ai lembi estremi di Cannaregio, oltre il Ghetto, oltre la Madonna dell’Orto (uno scrigno di opere d’arte, la chiamano la chiesa di Tintoretto) , oltre S. Alvise, per scoprire una Venezia assolutamente diversa, completamente sconosciuta ai turisti quieta, con una architettura tutta diversa dal resto della città, moderna, affacciata sulla laguna. Con addirittura un distributore di gasolio (per le imbarcazioni, naturalmente). Un paesaggio incredibile. Passare dall’estremo nord all’estremo sud della città è cosa relativamente facile, attraversando il Canal Grande sopra l’eccentrico e discusso ponte di Calatrava (unica infrastruttura contemporanea della città lagunare, unisce la stazione ferroviaria di S. Lucia al terminal automobilistico di Piazzale Roma), e “bordesando” – a Venezia si dice così – lungo il canale di Santa Maria Maggiore si arriva ad uno scenario ancora più incredibile. La periferia, quella vera, di Venezia, attorno all’Angelo S. Raffaele e a S. Marta, sotto il carcere di S. Maria Maggiore, la Marittima (il porto commerciale dove attraccano le “Grandi Navi”), via via fino al canale della Giudecca, uno specchio di laguna che ti viene addosso all’improvviso con dei colori, delle luci abbacinanti. Di fronte l’isola della Giudecca, ex quartiere ghetto trasformato dall’Acqua Marcia in un lindo quartiere residenziale sovrastato dal monumentale Mulino Stucky, una infrastruttura che ha dato lavoro fino alla metà del secolo scorso a centinaia di veneziani e che oggi ospita un modernissimo hotel Hilton. Da quella parte del canale si incrociano Harry’s Dolci, una dependance del famoso locale inventato da Arrigo Cipriani, la basilica del Redentore (terza metà di luglio, ponte votivo e fuochi d’artificio); dietro il mitico Hotel Cipriani e il carcere femminile (fu incarcerata per qualche tempo la Franzoni per il delitto di Cogne). Dall’altra parte dello specchio d’acqua si parte da una piccola corte dove pontificava il mitico Ezra Pound, che in questo bizzarro angolo di Venezia aveva il suo buen retiro (a due passi dalla abitazione di un altro mito moderno, la bionda Patty Pravo) per attraversare una lunga, larga, elegante e luminosissima riva – per i veneziani “le Zattere”, che ospita compagnie marittime, abitazioni sontuose e che arriva fino alla incredibile Punta della Dogana. Che oggi ospita uno splendido museo di arte contemporanea (proprietario il francese Pinault, lo stesso di Palazzo Grassi), Un tempo da lì passavano i mercanti e le merci della Serenissima, oggi è un punto di osservazione imperdibile: di fronte hai l’ultimo tratto del Canal Grande, Piazza san Marco, il Palazzo Ducale, il bacino, l’Isola di San Giorgio, e in fondo il Lido. In certe giornate e con la luce giusta par di essere in un affresco di Canaletto. Tutto questo non appartiene al turismo mordi e fuggi, certamente. Ma merita di essere visto, raccontato, fotografato. Senza folla e lontani dallo stress del solleone.

COME GODERSI L’ALTRA VENEZIA

Dove dormire
Corte dei Grimani, S. Marco 4402 Venezia Tel. +39.041.2410719
Al top per chi desidera avere lo spazio di un vero appartamento. Il residence è strutturato all’interno di un palazzo veneziano e l’arredamento ne ricalca la tipicità. A due passi dalla piazza più bella della Serenissima, San Marco. Finestre con vista sui canali e sui tetti. Per chi vuole coniugare eleganza e charme con prezzi decisamente contenuti. Un concierge 24 ore su 24 a disposizione dei clienti. Si consiglia la prenotazione attraverso il sito per ottenere il prezzo più basso su www.cortegrimani.com.

Giro culturale
Musei Punta della Dogana Dorsoduro, 2, e Palazzo Grassi, San Samuele 3231 Venezia
Arte Contemporanea. Due biglietti in uno. Spazi moderni e fantastici. Si consiglia di andare prima alla Dogana e poi proseguire per il secondo museo della collezione Pinault. Al Grassi si può mangiare un lunch veloce e delizioso. A Buffet. Prossima apertura 8 Aprile 2018, www.palazzograssi.it.

Chiese

Chorus – Associazione per le Chiese del Patriarcato di Venezia
E’ il giro pittorico architettonico e spirituale che non può mancare. Biglietti d’ingresso per 16 chiese valido per un anno, anche su on line www.veneziaunica.it. Ritiro pass in ogni chiesa del tour.

Dove mangiare per tutte le tasche
Ristorante Met, Riva degli Schiavoni 4149 Venezia Tel. +39 041 5240034 met@hotelmetropole.com
Premiato con una stella Michelin. Si trova all’interno del famoso Hotel Metropole 5 stelle davanti al bacino San Marco. Curiosità: centinaia di pochette e borse da sera in vetrina della contessa Marta Marzotto. Anche Lenny Kravitz ha dormito qui. E si vuole sognare cenando è il posto giusto. Lusso e gourmet da scoprire. Menù, prezzi e anche prenotazioni su www.metrestaurantvenice.com.

Ristorante La Feluca, Calle de la Mandola, 3648 Venezia
Vicino al teatro La Fenice. Propone pietanze a base di pesce e proprie della cucina veneziana, tradizione e innovazione si sposano alla perfezione. Per il menù www.ristorantelafeluca.com.

Al nono risorto, Sottoportego de siora Bettina, Santa Croce 2338 Venezia Tel. 041.5241169
Antica trattoria veneziana. Fanno anche le pizze. Prezzi contenuti. Prenotazione non necessaria. Pagina FB nonorisortoVenezia.com.

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