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Si ferma la Serie A per la morte di Astori

Capitano Fiorentina Astori morto in albergo a UdineastoriUna morte fulminea, lo choc e il pallone che si ferma in segno di rispetto. La tragedia della scomparsa improvvisa, a soli 31 anni, di Davide Astori, capitano della Fiorentina e azzurro, travalica la semplice perdita del campione e accomuna per un giorno tutto il mondo del pallone e dello sport, unito e abbracciato come solo il lutto e il sentimento sono capaci di fare. Il capitano viola se ne è andato nel sonno, trovato morto nella camera dell’albergo «Là di Moret» a Udine dove si trovava con la squadra per giocare alla ‘Dacia Arenà. L’ultima persona che lo ha visto ieri sera è stato il portiere Sportiello, intorno alle 23.30. Astori è deceduto probabilmente per un arresto cardiocircolatorio: stamattina non si è presentato a colazione e alle 9.30, non vedendolo il massaggiatore è salito nella sua camera, trovandolo però già esanime. Il suo corpo è stato poi trasportato all’obitorio di Udine dove nel pomeriggio sono arrivati i familiari e la compagna Francesca che due anni fa gli aveva dato la primogenita Vittoria. L’autopsia sul giocatore verrà effettuata domani ma «l’idea è che il giocatore sia deceduto per un arresto cardio- circolatorio per cause naturali», ha fatto sapere il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo«. Sconvolti, attoniti, addolorati i compagni di squadra e di nazionale, i colleghi (Davide aveva giocato sei anni con il Cagliari, poi una stagione con la Roma e da tre anni era a Firenze. E proprio con il club viola domani avrebbe dovuto prolungare il contratto) e tutto il mondo dello sport, con il presidente del Coni, nella sua veste di commissario straordinario della Lega di A, Giovanni Malagò che ha deciso il rinvio della 27/a giornata di campionato e delle tre partite in programma nella Serie B, oltre a decretare 1’ di raccoglimento su tutti i campi delle serie minori. Il lutto inevitabilmente ridisegnerà il calendario di Serie A. Le ipotesi al momento indicano un possibile slittamento della finale di Coppa Italia alla settimana successiva all’ultima di campionato (20 maggio), con le gare di Serie A rinviate oggi che saranno recuperate proprio nel giorno della finale di Tim Cup il 9 maggio. »Domani c’è una riunione. Ci sono delle ipotesi. Alcuni club hanno un calendario molto fitto e visto che l’Italia non è ai Mondiali qualcuno ha chiesto di far slittare il turno«, ha spiegato Malagò. L’alternativa è recuperare il 14 marzo tutte le gare rinviate, ad eccezione di Samp-Atalanta e Milan-Inter che si recupereranno il 9 maggio con la finale di Coppa comunque rinviata a dopo il campionato. Questo perché il 14 marzo è già previsto il recupero di Atalanta-Juve mentre il Milan potrebbe avere tutte le date occupate per gli impegni in Europa League. Ma questi sono problemi tecnici che non scalfiscono l’incredulità per una morte fulminea quanto assurda e irragionevole (»Purtroppo non c’è niente di nuovo, con i controlli si abbassa di molto il rischio di morte improvvisa ma non la si può evitare al 100%«, il parere del professor Carlo Tranquilli, specialista in medicina dello sport) che ha toccato le corde di tutto il mondo del calcio, con Fifa e Uefa che hanno inviato le condoglianze alla famiglia e al club viola, il calcio estero (tra gli altri, Barca, Real, City, Bayern), il capitano azzurro Gigi Buffon che, commosso, definisce l’amico »espressione migliore di un mondo antico«. Dall’ex ct Prandelli che lo portò in nazionale, al Cagliari che lo ha valorizzato, passando per tutti i club di A e B, sono stati innumerevoli i messaggi di affetto in ricordo di Davide (‘Ciao capitano, per sempre con noì, l’affettuoso striscione affisso allo Stadio ‘Franchì). Se ne va un giocatore protagonista da dieci anni del calcio che conta: dalla Primavera del Milan al salto in Serie A, a 21 anni con la maglia del Cagliari prima, di Roma e Fiorentina poi, dove era diventato capitano e punto di riferimento nello spogliatoio. Dopo Giuliano Taccola, Renato Curi, Piermario Morosini, tanto per citare altre morti assurde, oggi il calcio piange non solo il professionista esemplare, il bravo calciatore ma, per dirla con Gigi Buffon, soprattutto »una persona perbene, un esempio

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