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ACQUA: ANBI AVVIA CENSIMENTO INVASI ABBANDONATI DA RECUPERARE

«In Italia non ci sono solo 35 grandi opere idrauliche incompiute e di cui chiediamo il completamento, ma c’è un patrimonio di invasi privati, oggi abbandonati, che va censito e recuperato per fare fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, in primis i lunghi periodi siccitosi». Così Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) che lancia il censimento degli invasi abbandonati. «Per aumentare la resilienza del territorio va incrementato il reticolo idraulico, di cui i 180.000 chilometri di canali, gestiti dai Consorzi di bonifica, rappresentano un’infrastruttura strategica per il Paese – prosegue il presidente di Anbi – Per farlo, bisogna dare concreta operatività ai 300 milioni previsti dal Piano Irriguo Nazionale, ai 297 milioni stanziati dal Cipe per il Fondo Sviluppo e Coesione, ai 5 milioni del primo stralcio del Piano Nazionale Invasi». «A ciò – sottolinea Vincenzi – noi affianchiamo eccellenze nella gestione della risorsa idrica come il Canale Emiliano Romagnolo, la cui disponibilità d’acqua ha dato valore all’economia di un intero territorio e il sistema irriguo Irriframe, che fornisce il miglior consiglio all’agricoltore, permettendogli di risparmiare fino al 25% nel fabbisogno d’acqua per le colture». – La rete italiana di canali per irrigazione è lunga quasi 48.000 chilometri, cui ne vanno aggiunti oltre 53.000 di condotte tubate e circa 44.000 di corsi d’acqua ad uso promiscuo (irrigazione e scolo delle acque di pioggia) a servizio di 3.363.000 ettari di campagne coltivate. «Porteremo la nostra battaglia per lo sviluppo dell’irrigazione anche in sede comunitaria», prosegue Vincenzi annunciando la presentazione, il 20 marzo a Bruxelles, dell’associazione Irrigants d’Europe, voluta da Anbi insieme alle omologhe realtà di Spagna, Portogallo e Francia. Si tratta di un soggetto tecnico, con sede a Bruxelles, a disposizione delle strutture comunitarie quando dovranno fare scelte, assumere regolamenti, direttive o approvare provvedimenti su risparmio, riutilizzo, uso delle acque. «I Consorzi di bonifica – conclude il presidente di Anbi – ci sono e sono pronti a fare la loro parte accanto alle Istituzioni ed agli agricoltori».

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