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| categoria: sanità

OTTO ITALIANI SU 10 CHIEDONO INFERMIERE DI FAMIGLIA

untitledOtto cittadini su 10, ovvero il 78%, riterrebbe utile poter scegliere e disporre di un infermiere di famiglia, proprio come si fa con il medico e come alcune regioni stanno già sperimentando. L’84% di loro lo vorrebbe vedere volentieri nelle scuole e altrettanti in farmacia. Bastano questi numeri a far capire il rapporto privilegiato che lega gli italiani con la professione dell’infermiere. A raccontarla sono i risultati dell’Osservatorio civico sulla professione infermieristica, promosso da Cittadinanzattiva insieme alla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), e presentati oggi in occasione del primo congresso Fnopi. L’indagine è stata condotta su quasi 2000 cittadini intervistati. Ne emerge che 9 italiani su 10 riferiscono di esser stati da loro assistiti con gentilezza e cortesia (88%). E questi ultimi 8 volte su 10 hanno fornito informazioni chiare e comprensibili. Ma, agli occhi del paziente, appaiono spesso impegnati anche in eccessive attività burocratiche e di conseguenza molti vorrebbero più infermieri a disposizione per l’assistenza. «Servono più infermieri, in particolare nei servizi sanitari territoriali, più tempo dedicato all’assistenza e meno alla burocrazia. Ma soprattutto serve che anche le Istituzioni riconoscano sempre di più le competenze e il contributo che la professione infermieristica può garantire all’innovazione organizzativa e quindi alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale», spiega Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. L’indagine indaga anche cosa sanno i cittadini degli infermieri: sono consapevoli (79% circa) che per diventarlo occorre la laurea; l’83% sa che tra le loro competenze c’è anche quella di assegnare il codice di priorità al Pronto Soccorso. Ma solo il 33% sa che tra i loro compiti c’è anche il supporto per l’aderenza alle terapie.

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