| categoria: sanità

TRA OSPEDALI E TERRITORIO, MANCANO 50MILA INFERMIERI

Stretti tra turni impossibili e età media sempre più alta, mancano all’appello almeno 50mila infermieri, di cui 20mila in ospedale e 30mila per rendere efficiente l’assistenza continua sul territorio. Ma questa carenza, che mette a rischio l’assistenza dei pazienti e che si va accentuando con il passar del tempo, potrebbe arrivare a 70mila unità entro 5 anni. A dipingere il quadro sono le stime emerse dal primo congresso della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Negli anni il numero di infermieri alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale è continuamente calato. Dal 2009, anno dell’ultimo contratto e anno in cui sono iniziati i piani di rientro per le Regioni in deficit, si sono perse 12.031 unità di personale infermieristico, contro, ad esempio una diminuzione di 7.731 medici. In una situazione di aumento della domanda sanitaria, ma di stasi dell’occupazione, il maggior ricorso alle turnazioni rimane l’unica strada per assicurare il funzionamento delle organizzazioni. Tra gli infermieri il lavoro di domenica è quasi la norma, lo fanno almeno il 68,3% di chi lavora in ospedale. Il maggior ricorso al lavoro serale e notturno si verifica nel Mezzogiorno, dove quasi tutte le Regioni sono in piano di rientro e quindi hanno il blocco totale del ricambio per gli organici: lavora di notte almeno una volta a settimana il 63,6% degli infermieri contro il 54,8% del Nord. Per di più chi è in servizio è sempre più vecchio: l’età media degli infermieri dipendenti del Ssn è di 50 anni e mezzo, con differenze marcatissime tra Regioni. Dove vige il blocco del turn over, come in Campania, l’età media di 53 anni, e regioni ‘modellò come Lombardia Umbria ed Emilia Romagna dove non l’età media è di poco più di 49 anni.

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