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FOCUS/ M5S ALLA FINESTRA, DI MAIO ORA ATTENDE MOSSE ALTRUI

Un rapido scambio di saluti e di auguri di buon lavoro con il presidente Mattarella: Luigi Di Maio torna al Colle, questa volta come vicepresidente della Camera per presenziare alla cerimonia allestita al Quirinale per la festa delle donne. Seduto in prima fila, unico leader politico assieme al presidente del Senato Pietro Grasso, il candidato premier, richiestissimo di selfie dalle giovani studentesse invitate, ascolta l’appello del Capo dello Stato alla responsabilità ma non commenta. Più tardi sarà uno dei parlamentari dell’inner circle a farlo, Danilo Toninelli, che in una pausa dei lavori al comitato elettorale rilascia alle Tv una dichiarazione che non impegna ancora il Movimento: «Bene il richiamo del presidente della Repubblica. Noi questo senso di responsabilità lo portiamo avanti già dalla campagna elettorale. Vogliamo che inizi la Terza Repubblica dei cittadini e un governo di cambiamento. Diciamo no al caos e alla instabilità creato da una legge elettorale votata dai vecchi partiti e non dal Movimento». È un modo per tenersi ancora le mani libere e restare a vedere che direzione prenderà lo scontro dentro il Pd prima di venire allo scoperto con una proposta. Dopo le prese di posizione di ieri delle diverse mozioni dem, oggi sono infatti sostanzialmente i renziani a ‘cavalcarè il monito del Capo dello Stato ribaltandolo verso M5s e Lega: «È arrivato il momento di vedere cosa vogliono fare i vincitori Salvini e Di Maio» prova ad inchiodarli Lotti. Ma il tempo ancora c’è e ora il M5s deve intanto guardare al rebus delle presidenze delle Camere che non intende legare alla partita della maggioranza di governo come in tanti si aspettano. C’è poi da decidere la partita tutta interna, e delicatissima per i rapporti tra le diverse ‘animè M5s, dei capigruppo che in questa legislatura non saranno più a rotazione. C’è anche da organizzare il primo incontro con i 334 parlamentari eletti, previsto per domani. Ci sono da definire le regole di ingaggio a partire dalla definizione dei regolamenti per le cosiddette restituzioni, il contributo di ogni eletto alla piattaforma Rousseau stabilito con il nuovo regolamento a 300 euro mensili, il calcolo dei rimborsi la creazione dell’annunciato fondo che dovrà intermediare e convogliare i «risparmi» dei parlamentari verso il fondo statale per il microcredito o altre destinazioni. Ed evitare altre brutte sorprese come quelle che hanno messo fuori gioco anche quella manciata di parlamentari di stretta osservanza che hanno pasticciato le restituzioni. Al comitato i lavori fervono. Con Di Maio e la comunicazione ci sono molti dei più stretti collaboratori: c’è, tra gli altri, Alessandro Di Battista, Vincenzo Spadafora, Danilo Toninelli, Manlio Di Stefano, Vilma Moronese , Dino Giarrusso, Gianluigi Paragone, Emilio Carelli, Stefano Buffagni. Anche Davide Casaleggio è già a Roma: ad accogliere i nuovi eletti ci sarà anche lui.

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