| categoria: sanità

Mobilità sanitaria 2018: un “business” pubblico da 4,6 miliardi

Ma a guadagnarci sono solo sette Regioni e al Sud l’unica in attivo è il Molise

Quattordici Regioni debitrici. Solo sette creditrici oltre al Bambino Gesù e all’Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare Ordine di Malta (ACISMOM). In tutto un giro di oltre 4,6 miliardi legati alla mobilità sanitaria interregionale.Leggendo la tabella complessiva della mobilità, chi deve di più è la Calabria che raggiunge un saldo negativo di oltre 319 milioni, seguita dalla Campania con più di 302 milioni e dal Lazio con oltre 289 milioni.Chi guadagna di più è la Lombardia che deve incassare oltre 808,6 milioni. Al secondo posto c’è l’Emilia Romagna con quasi 358 milioni e terza è il Veneto con 161,5 milioni circa da avere. Bilanci positivi ovviamente per Bambino Gesù e Ordine di Malta e qualche aiuto che sul totale arriva dalle rateizzazioni previste per gli anni precedenti.

Queste somme saranno quelle che comporranno la colonna della mobilità sanitaria nel riparto 2018, concordato dai governatori per 110,132 miliardi circa a febbraio, ma che deve ancora essere formalizzato in Conferenza Stato-Regioni. L’accordo sulla mobilità è stato per il momento accantonato su richiesta dell’assessore al Bilancio della Lombardia Garavaglia che, pur condividendo da un punto di vista tecnico le tabelle relative alle matrici di mobilità in sintonia con tutta la Commissione Salute, ha chiesto di sospendere la loro approvazione fino alla risoluzione della questione della compensazione interregionale della mobilità in materia di tassa automobilistica. Il Dg alla Sanità della Regione Veneto ha espresso contrarietà alla sospensione dell’approvazione, ma i presidenti hanno accolto la richiesta della Regione Lombardia, concordando però sulla necessità di prevedere in tempi brevi un confronto politico ristretto per arrivare alla risoluzione della questione entro la prossima riunione. La Commissione salute delle Regioni ha comunque raggiunto un accordo sulla compensazione della mobilità sanitaria (in cui oltre ai viaggi in cerca di cure milgiori o alle cure casuali in altre Regioni sono compresi anche gli interventi interregionali per le cellule staminali, la plasmaderivazione, gli emocomponenti, i residui manicominali, gli hanseniani e i disabili cronici ) che deve ora essere formalizzato in Conferenza dei presidenti, che si basa su alcuni presupposti.

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