| categoria: editoriale, Il Commento

Nelle mani di Gigino

Siamo nelle mani di Gigino di Maio. Il presidente Mattarella sta a guardare, lascia che i contendenti si sfianchino e vengano poi pentiti sotto il portone del Quirinale a chiedere aiuto. Gli italiani assistono attoniti a un teatrino di vecchia politica, una rappresentazione che speravano di poter dimenticare dopo aver votato per cambiare le cose e per mandare all’aria il vecchio sistema. Situazione politica bloccata. Non si va avanti con questa confusione e con i nuovi protagonisti della politica incapaci di imporsi. Luigi Di Maio scopre che cercare di governare non è così facile, Salvini scopre che aver trascinato il rapporto equivoco con Silvio Berlusconi fino a questo punto gli impedisce di portare avanti il suo disegno, anche lui ha sempre lottato “contro”, lavorare “per” è altra cosa; il Pd ha i suoi problemi ma praticamente è tenuto in vita dai pasticci provocati dai vincitori delle elezioni. E si torna a giocare con i veti incrociati sui nomi, sui personaggi. Io con te non ci parlo, io quello non lo voto. Bisticci politici da cortile. D’altra parte una nuova classe politica scopre gli agi del Palazzo. Deve ambientarsi

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