| categoria: Roma e Lazio

Roma regno delle baraccopoli: è record di campi rom

Roma regno di baraccopoli e campi rom. La Capitale detenie il primato italiano di insediamenti: 17 in totale, 6 formali e 11 “tollerati”.È quanto rivela il dossier dell’associazione 21 luglio, che indaga lo stato delle popolazioni rom, sinti e caminanti a pochi giorni dalla giornata a loro dedicata, l’8 aprile, del “Romano Dives”. Dati allarmanti, che fannno emergere un’emergenza abitativa apparentemente senza fine. “Nella seconda metà del 2017 risultano essere 6.900 i rom e i sinti in emergenza abitativa nella città di Roma – si legge nel dossier – pari allo 0,24% della popolazione romana, secondo la seguente suddivisione: 4.419 persone, sono i rom e i sinti presenti nei 17 insediamenti formali (comprensivi dei “campi tollerati”), circa 1.620 quelli presenti nei circa 300 insediamenti informali, 750 quelli presenti in 2 occupazioni di immobili monoetnici”. L’associazione evidenzia così come, nella città di Roma, nonostante il “Progetto di inclusione rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi, non sia stato di fatto avviato alcun processo di inclusione. Un vero e proprio flop testimoniato dal fenomeno dell’antigitanismo, che rimane uno degli elementi centrali. L’Osservatorio 21 Luglio ha registrato un totale, in Italia, di 182 episodi di discorsi di odio razziale nei confronti di rom e sinti, di cui 51 caratterizzati da elementi di una certa gravita’. Viene segnalato un incremento del 4% rispetto al 2016, anno in cui erano stati rilevati 172 episodi. Il rapporto ricorda infine che: “Il più grande insediamento formale è quello di Castel Romano con 1.062 persone, mentre il più grande insediamento informale è quello di Camping River, dove vivono 420 persone”.

“Non è più il momento di tergiversare, non è piu’ il momento di risposte nostalgiche che guardano al passato – ha dichiarato Tommaso Vitale dell’Universita Sciences Po, intervenuto nel corso della presentazione del rapporto – questo è il momento del diritto anti-discriminatorio. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto”.

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