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Riflessioni imbarazzate dopo una serata davanti alla tv

Per una volta lasciamo da parte politica, economia, emergenze sociali. Dopo una giornata passata ad imbottirsi di notizie uno si abbandona ad una ipnotica serata televisiva. E’ sabato sera. E’ il momento di vedere come Rai e Mediaset vivono i riflessi di una crisi politica che riguarda i loro padroni. Milly Carlucci contro Maria De Filippi, e cos’altro se no? Decisione sbagliata, meglio uscire per farsi una pizza. Se il menu televisivo delle ammiraglie è quello del sabato appena trascorso possiamo chiudere bottega e dedicarci ad altro. Forse nel medio termine se ne accorgeranno anche gli sponsor, così non va. E saranno dolori. Maria De Filippi ha rivoluzionato il suo mitico “Amici” avvilendo uno schema che si era rivelato vincente. Chissà chi glielo ha suggerito. Protagonisti di fatto non più i giovani aspiranti cantanti e ballerini – sempre meno talentuosi e sempre più presuntuosi e arroganti – ma i giudici, i professori, gli adulti, insomma. Inutile citarli per none, uno ad uno, prendiamoli tutti assieme, rissosi, antipatici, volgari. La gara è tra loro, e Maria appare in evidente difficoltà. Se doveva essere la rivoluzione è partita male. E il messaggio al pubblico è dei peggiori. Non solo nemmen o una goccia di relax, ma nemmen o di adrenalina. Lo spettacolo così non è commestibile. Era partito come educativo, formativo, è diventato l’opposto. Forse rappresenta lo specchio della realtà, ma non ci soddisfa. A scuola i genitori e gli allievi picchiano i docenti. La De Filippi annota e procede. Sollievo dalla ammiraglia della Tv di Stato? Neanche a parlarne. La Carlucci fa ballare le sue stelle, ma al centro ci sono gli sgarbi e i litigi che gravitano attorno alla giuria. Maleducata, rissosa, antipatica. I ballerini in gara sono vittime e si prestano per la pagnotta. Si finge di lanciare il segnale educativo, si difende legittimamente la concorrente (vincitrice predestinata, è ovvio) che coraggiosamente è sotto i riflettori con la faccia sfregiata e la benda agli occhi, ma si entra nella vicenda a gamba tesa, mettendo in piazza una lettera (indecente) ad un quotidiano degli avvocati dell’aggressore della giovane. E si finge di scandalizzarsi tutti insieme. Con contorno di siparietti e di polemiche. La maestrina Carlucci fa politica e morale, si barcamena tra argomenti che con lo spettacolo, con il ballo, hanno poco a che vedere. Bisogna colpire, attirare l’attenzione, suscitare polemiche. Niente di più. Serata da dimenticare. Molto meglio Don Matteo. Prevedibile, rassicurante, positivo, politically correct, soprattutto nell’irresistibile sorriso finale.

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