| categoria: gusto

IL GHETTO CELEBRA LA CULTURA EBRAICO-ROMANESCA A TAVOLA

La cucina ebraico-romanesca grande protagonista a Roma, con l’evento promosso da Angelo Di Porto, imprenditore nella ristorazione al Portico d’Ottavia. Un’immersione in una storia millenaria, tra vestigia e monumenti: nella cultura secolare enogastronomica, infatti, vi sono alcuni protagonisti indiscussi della storia dell’antico quartiere ebraico, le cui mura hanno ispirato grandi registi di ieri e di oggi, da Alberto Sordi a Carlo Lizzani sino a Ferzan Ozpetek. Fare cultura attraverso i piatti e gli ingredienti e le antiche ricette sapientemente trasmesse da madre a figlia e talora rubate anche alla tanto criticata suocera, talora portatrice però di segreti «di famiglia: questo l’obiettivo ambizioso che abbraccia le diverse generazioni, perché ognuno può scrivere e dire quel che vuole ma ciascuno di noi ha la propria cifra e porta nel piatto la storia della propria famiglia», assicura Italia Sonnino Tagliacozzo, per tutti oramai ‘Nonna Italià, 80 anni, testimone e autentica icona del Portico d’Ottavia, dove sovrintende con piglio la cucina de ‘La Reginellà. Già pioniera e imprenditrice nel campo della moda negli anni ’50, la sua altra grande passione, Nonna Italia – 3 figlie, 9 nipoti e 4 bisnipoti – si è rimessa in gioco affiancando il nipote Angelo nella sua nuova sfida imprenditoriale del gusto. «Vogliamo recuperare la tradizione – sottolinea – e la qualità della materia prima nella cucina ebraico-romanesca con la consapevolezza di essere custode di alcune delle più antiche ricette della tradizione e nell’assoluto rispetto della Kasheruth, le rigide regole alimentari ebraiche, improntate in primis alla separazione di latte e carne». Ricette storiche legate alla stagionalità e talora alle feste religiose con un occhio di riguardo alla scelta dei prodotti enogastronomici secondo i rigorosi precetti religiosi, i cibi permessi, ‘kasher’, che garantiscono genuinità e rigorose verifiche, con una filiera controllata, a chilometro zero, certificata da un’autorità rabbinica esterna. Tra i piatti legati alla forte tradizione a carattere prevalentemente familiare, tramandata da nonna a nipote, nel corso dei secoli oralmente, la crostata di ricotta e visciole è un grande classico, un dolce irrinunciabile della cucina ebraica romana. «Io ne faccio una mia versione, non sono una maestra, ma ho a cuore che le nuove generazioni – conclude Nonna Italia – e chiunque venga qui a mangiare si porti via un ricordo e una memoria delle prelibatezze che tramandiamo, e che torni qui come fosse in una grande famiglia, una tavola allargata pronta a ricevere sempre l’ospite. Questo ci insegna la nostra filosofia di vita e religiosa. La porta va tenuta sempre aperta».

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