| categoria: politica

MARTINA RESTA IN CAMPO, SU GOVERNO PD NON INDIFFERENTE

Il Pd «non è indifferente». Non sono nuove, le parole del reggente Dem Maurizio Martina. Ma assumono ora un nuovo significato. Perché lo «stallo» sul governo «causato dai presunti vincitori è grave». E ogni giorno di più un eventuale fallimento del dialogo tra M5s e Lega mette il Pd davanti alla possibilità di andare a vedere le carte. «Siamo disponibili a incontrare chi sarà il presidente incaricato se ci sarà, ma certo non a discutere di un governo con le forze che hanno vinto le elezioni», precisa Lorenzo Guerini, dopo che le sue parole su un confronto «su punti programmatici» erano suonate come un’apertura a un governo «di tutti». «Siamo alternativi a Di Maio e Salvini», scandisce anche Matteo Orfini. Ma i «dialoganti» ora sperano di entrare in partita. Martina, che è a Milano come Guerini per un’assemblea del Pd lombardo, conferma la sua candidatura alla segreteria del partito. Il rinvio dell’Assemblea nazionale del 21 aprile, durerà finché non sarà formato il governo ma, assicura Martina, l’assise si farà «presto». E se i renziani sostengono che a questo punto si potrebbe tenere a giugno, c’è ha già segnato in calendario come possibile la data del 5 maggio. Ed è già in pressing la minoranza. Andrea Orlando e Gianni Cuperlo firmano una nota congiunta per dire che il rinvio è stato una scelta «sbagliata» e che una serie di assemblee autoconvocate si terranno il weekend del 21 perché parta quel lavoro dal basso di ricostruzione del partito: «Nessuno può pensare di ‘salvarè il Pd con un accordo tra correnti o rinviando il confronto. Questo sarebbe un errore imperdonabile e se percorressimo quella strada andremmo incontro a nuove profonde delusioni», scrivono. I renziani restano convinti che l’assemblea debba convocare il congresso per l’autunno. Ma a questo punto, riconoscono, i giochi veri si faranno dopo la formazione del nuovo governo. Tra i Dem prevale l’idea che alla fine M5s e Lega, magari anche con Fi, faranno l’accordo di governo. Ma Martina, che in giornata sente Paolo Gentiloni per confermare il sostegno del Pd al governo sulla gestione della crisi siriana, domenica potrebbe incrociare al Vinitaly Matteo Salvini e Luigi Di Maio, si prepara a sedersi al tavolo con il premier incaricato. Se gli interlocutori saranno M5s e Lega, il Pd non farà fatica a tenere la linea dell’opposizione. Anche perché la delegazione Dem, a «trazione» renziana, si opporrebbe a quel dialogo con M5s che invece altri – da Franceschini a Emiliano – non escludono. Mentre se il quadro dovesse cambiare, con una proposta di Mattarella sul modello di un «governo del presidente», la partita si farà seria. E allora, riconoscono i renziani, il Pd non potrà restare indifferente. Il «governo con tutti» è l’unica ipotesi cui Matteo Renzi in partenza non ha chius

Ti potrebbero interessare anche:

Monti e il caso-Lombardia: la politica non è il suo mestiere
Senato, M5S ottinene sei vicepresidenze nelle Commissioni
Rai, Renzi vede rosa: in pole Soldi e Andreatta
Sindacati uniti, cambiare la Fornero. Rimane il nodo dei contratti
Renzi, ecco il post-Expo: per il rilancio pronti 1,5 miliardi
Milleproroghe, ok del governo al decreto, da scuole ad assunzioni nella Pa



wordpress stat