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MILAN NELLA POLVERE,TUTTI A RAPPORTO E BIGLIA KO

Una domenica di passione per il Milan. La storica sconfitta contro il Benevento fa ancora male e lascia strascichi pesanti: i rossoneri vengono scavalcati dall’Atalanta al sesto posto e vengono processati negli spogliatoi di Milanello dagli Stati Generali del club che si interrogano sulla genesi di questa nuova crisi e ordinano di non mollare. Il pugno è duro: vengono annullati i due giorni di riposo precedentemente concessi alla squadra. Fassone e Gattuso prima dell’allenamento scuotono la squadra con due discorsi accorati, fermi e decisi: raggiungere la qualificazione in Europa League è troppo importante anche per un discorso economico mentre la finale di Coppa Italia del 9 maggio può portare in bacheca il primo trofeo della proprietà cinese. Una maniera per mettere i giocatori di fronte alle proprie responsabilità. Mirabelli è presente e ascolta, quello che doveva dire lo ha detto a caldo, parlando di «prestazione vergognosa» e «chiedendo scusa» ai tifosi. A Milanello è tornata un’aria pesante e l’infortunio di Biglia non agevola certo il buon umore. Il rendimento dei rossoneri non fa ben sperare: per trovare un filotto negativo di questa portata in campionato (sei turni senza vittoria) bisogna tornare addirittura alla stagione 2001/02, quando Gattuso – in campo in cinque di quelle sei gare – rubava palloni in mezzo al campo nel primo Milan di Carlo Ancelotti. Ora deve risolvere il problema del gol (appena tre nell’ultimo mese) e restituire «un’anima» alla squadra. Gattuso è senza pace: spera di recuperare al più presto Calhanoglu, alle prese con un’infiammazione al ginocchio, e Romagnoli, fermo per una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra ma deve fare i conti con una pessima notizia che arriva dall’infermeria. Per Biglia, uscito contro il Benevento dopo un contrasto con Viola, il campionato sembra proprio finito. Piove sul bagnato anche se a Milano splende un caldo sole.

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