| categoria: editoriale

Gli eccessi del Cavaliere

In passato, in altre stagioni politiche le clamorose affermazioni del Cavaliere sarebbero state interpretate magari diversamente. Come pesanti, offensive, ma parte di una strategia mediatica. Dei segnali insomma, al suo popolo, ai suoi seguaci. Ora appaiono come degli sfoghi disperati, fuori controllo di un animale politico gravemente ferito, in agonia. La stanchezza, l’appesantimento legato ai dolori e alle frustrazioni, all’età, tolgono evidentemente freni ed inibizioni. Parlare a ruota libera in privato può risultare sgradevole, ma non comporta rischi. Spararle così grosse contro l’avversario che ti ha strappato la scena e che ti ha messo fuori gioco è tutt’altra cosa. Significa – al di là delle gravità o meno delle offese -mettersi in mano ai media sanguinari che cercano in tutti i modi i colpi proibiti, incuranti di logiche politiche, buon senso, decenza. Sente che la sua avventura politica è finita, il Cav, e non sa darsi pace. Di ceffoni ne ha presi tanti, in questi anni. Ed è sempre tornato a galla. Oggi tutto è più difficile, se non impossibile. Ma Silvio Berlusconi non vuole arrendersi.

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