| categoria: editoriale

Gli eccessi del Cavaliere

In passato, in altre stagioni politiche le clamorose affermazioni del Cavaliere sarebbero state interpretate magari diversamente. Come pesanti, offensive, ma parte di una strategia mediatica. Dei segnali insomma, al suo popolo, ai suoi seguaci. Ora appaiono come degli sfoghi disperati, fuori controllo di un animale politico gravemente ferito, in agonia. La stanchezza, l’appesantimento legato ai dolori e alle frustrazioni, all’età, tolgono evidentemente freni ed inibizioni. Parlare a ruota libera in privato può risultare sgradevole, ma non comporta rischi. Spararle così grosse contro l’avversario che ti ha strappato la scena e che ti ha messo fuori gioco è tutt’altra cosa. Significa – al di là delle gravità o meno delle offese -mettersi in mano ai media sanguinari che cercano in tutti i modi i colpi proibiti, incuranti di logiche politiche, buon senso, decenza. Sente che la sua avventura politica è finita, il Cav, e non sa darsi pace. Di ceffoni ne ha presi tanti, in questi anni. Ed è sempre tornato a galla. Oggi tutto è più difficile, se non impossibile. Ma Silvio Berlusconi non vuole arrendersi.

Ti potrebbero interessare anche:

Chiudiamo i gazebo in fretta e voltiamo pagina, il Paese ha bisogno d'altro
La capitale non ne può più. E Salvini ha rischiato grosso
La lezione di "Chi l'ha visto", ecco come e perché lo Stato uccide
Italiani ostaggio di una politica che non li rispetta
Quanto può durare questa melina e chi attaccherà per primo?
I sindaci ribelli giocano per Salvini



wordpress stat