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PAURA ALL’AJA,GRIDA ALLAH AKBAR E ACCOLTELLA 3 PASSANTI

Il terrore torna inaspettato per le strade dell’Aja nel giorno di sole della festa della liberazione olandese, e subito cala l’ombra, insieme alla paranoia, del terrorismo islamico. Il modus operandi è sempre lo stesso: dieci minuti di ordinaria follia in cui un giovane comincia ad accoltellare gente all’impazzata, lasciando tre feriti a terra nel sangue. Subito gira voce che abbia gridato ‘Allah Akbar’. Secondo la polizia, però, all’origine del gesto non ci sarebbero altro che i problemi psichici dell’uomo, che è noto per essere uno squilibrato. E quindi più facilmente succube di un effetto emulazione del comportamento dei jihadisti, come successo già in altri casi recenti di cronaca. Secondo le prime ricostruzioni dei media e dei testimoni presenti, tra cui la giornalista di Rai 2 Maria Lepri che ha incrociato lo sguardo dell’attentatore poco prima che colpisse una persona in bicicletta, la scena di terrore si è svolta nella zona della piazza Johanna Westerdijkplein, vicino alla stazione Hollands Spoor e all’Università dell’Aja. Un quartiere che, dagli anni ’40-’50, ospita una consistente e ben integrata comunità marocchina. L’accoltellatore, un 31enne della città, entra nel caffé lounge e bar a shisha Nova, dove si getta su un avventore ferendolo al collo ripetutamente: ben cinque volte, secondo un testimone oculare. Poi scappa, cominciando ad aggredire i passanti. È in questo momento, nell’attimo in cui cerca la sua prossima vittima, che incrocia lo sguardo della giornalista Rai, seduta su una panchina al sole con la figlia 19enne, in attesa di parlare con un docente della The Hague University dove studia la ragazza. «Ci è passato accanto un uomo con un copricapo arabo che si è voltato verso di noi e, per un attimo, ci siamo guardati negli occhi. Lui poi si è allontanato, ha girato verso il canale e», racconta Maria Lepri, lì avviene una nuova aggressione: «Si è buttato addosso ad un ragazzo in bicicletta dopo avergli gettato il cellulare nel canale ed averlo fatto cadere per terra. Sembrava lo stesse picchiando, in realtà abbiamo saputo dopo che lo stava accoltellando». Poi «le urla di una ragazza e dopo poco gli spari, parecchi spari». Un poliziotto in bicicletta, seguito da una pattuglia, raggiunge infatti l’uomo in prossimità di un piccolo parco: pistole alla mano, urla concitate, poi colpi d’arma da fuoco, di cui uno alla gamba per immobilizzare lo psicolabile armato del coltello che non vuole lasciare. L’uomo, con una folta barba scura, cade a terra in una pozza di sangue, neutralizzato e arrestato tra i passanti ignari. Ancora ignote, al momento, le condizioni di salute dei tre feriti, un 21enne e un 42enne olandesi e una terza persona di cui le generalità non sono conosciute, tutti trasportati in ospedale così come l’autore della tentata strage. Questo verrà sentito il prima possibile dagli inquirenti, che hanno aperto un’indagine, anche se per le forze dell’ordine «al momento non ci sono segnali che altro sia in gioco» al di là di «comportamenti squilibrati».

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