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Sangue e arena, così Tito inaugurò il Colosseo

SANGUE E ARENA The show al Colosseo Courtesy ElectaTra eroi e gladiatori, al via primo show nel nuovo Parco archeologico

Il ruggito impaziente dei leoni. Le sterzate delle fruste. La folla in delirio. I Giochi sono aperti. Duemila anni dopo il Colosseo torna palcoscenico di battaglie e gladiatori, raccontando di quei 100 giorni di gare e festeggiamenti inaugurali dell’80 d.C. in “Sangue e Arena”, primo show su progetto del nuovo Parco Archeologico presentato in anteprima questa sera alla stampa e da domani, 12 maggio, aperto al pubblico fino al 27 ottobre (ogni venerdì e sabato, tre spettacoli di 30 minuti in italiano e inglese, platea da 170 persone, biglietto 20 euro).
Una performance multimediale, che per la prima volta si svolge direttamente sul piano dell’arena dell’Anfiteatro Flavio, proprio lì dove si affrontavano i più temerari eroi del tempo, e con il pubblico nel Menianum inferiore, dove sedevano i senatori.
“Il Colosseo questa sera riacquista la sua funzione originaria di edificio per spettacoli – racconta la direttrice del Parco archeologico, Alfonsina Russo – Monumento tra i più visitati al mondo, ripropone le emozioni vissute dagli antichi cittadini di Roma, il coraggio dei gladiatori, le belve in arrivo dalle lontane provincie dell’Impero. È un nuovo corso per questo monumento, che deve diventare un luogo da vivere, non solo da visitare”.
Costato “500 mila euro in arrivo dalla bigliettazione” e realizzato in “quattro mesi di lavoro” in collaborazione con Electa, tra ricostruzioni virtuali, luci, musica e ologrammi proiettati su un telo di 17 metri, lo show a cura della responsabile del monumento, Rossella Rea, ripercorre i fasti e il lungo calendario di eventi inaugurali voluti dall’imperatore Tito per l’Anfiteatro, progettato nel ’69 d.C. da suo padre Vespasiano, ma terminato solo nell’80. Per festeggiare, il sovrano non badò a spese, regalando agli oltre 73 mila spettatori che l’arena poteva ospitare tre mesi di attrazioni, da giugno a settembre: naumachie ma anche venationes, feroci munera tra gladiatori, esecuzioni capitali. “Tutto quello che vedrete è accaduto davvero”, dice la Rea. Narratore di gesta e Miti, il poeta spagnolo Marco Valerio Marziale, testimone oculare di tanta grandezza negli epigrammi del Liber de spectaculis. Ecco allora le impressionanti coreografie acquatiche; la Pompa (il corteo solenne dei protagonisti dei giochi); il rito della probatio armorum per verificare la regolarità dell’arma pugnatoria; la corona di alloro per i vincitori.
Una ricostruzione virtuale, ma rigorosamente filologica, costruita su fonti iconografiche antiche, prime tra tutte i mosaici: vere e proprie pagine di storia illustrate. L’ideazione e la produzione delle installazioni multimediali, che combinano insieme diverse tecniche e stili dal modeling all’animazione in 3D e projection mapping, è della società canadese Graphics eMotion, “vincitrice di bando e già nota – dice la Rea – per alcune proposte su Pompei”, che ha lavorato in stretto contatto con la direzione del monumento e del Parco, insieme a un comitato scientifico di storici, archeologi e architetti.
Dal 14 maggio riprende anche “La luna sul Colosseo”, visita serale a sotterranei, gallerie e arcate interne, in italiano e inglese, fino al 31 ottobre.

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