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FOCUS/ UN ALTRO TERRORISTA DAL CAUCASO, FUCINA DELL’ISIS

L’armata asiatica dell’Isis torna a far parlare tragicamente di sé dopo l’attacco a Parigi, dove un 21enne di origini cecene ha lanciato un assalto all’arma bianca nel cuore della capitale, uccidendo una donna e ferendo altri quattro passanti. Khamzat Azimov, arrivato in Francia all’inizio degli anni 2000, poco dopo l’inizio della seconda guerra in Cecenia. Il giovane è poi cresciuto a Nizza e a Strasburgo, nel quartiere Elsau, centro di una importante comunità cecena. E il gruppo più importante della galassia dello Stato islamico in Asia centrale è appunto quello composto dai miliziani ceceni del Nord Caucaso. È qui che nel giugno del 2015 è nata la Wilayat Qawqaz (la provincia del Caucaso), che assorbe la Cecenia, il Daghestan, l’Inguscezia e altre regioni a maggioranza musulmana del Caucaso russo. Ma l’Isis recluta anche nelle altre regioni dell’Asia centrale, e la lingua russa è una delle principali della sua propaganda. Il capo militare dell’organizzazione in Siria, fino alla sua uccisione nell’estate 2016, è stato Abu Omar al-Shishani (Abu Omar il ceceno), addestrato nelle file dell’esercito georgiano e tanto temuto da guadagnarsi una taglia sulla testa da 5 milioni di dollari. Dopo le sconfitte in Siria e Iraq, e il crollo dei reclutamenti in Europa, l’Isis sembra aver puntato proprio sui suoi militanti asiatici per portare a termine attentati kamikaze. Innanzitutto sui fronti di battaglia: i foreign fighter asiatici restano intrappolati in prima linea, per ovvi motivi hanno poca possibilità di sfuggire alla cattura, quindi si trasformano in unità pronte al martirio. Ma il coinvolgimento di uzbeki, ceceni, kirghisi non si limita alle zone di guerra. Nel giugno 2016 un team Isis composto da un ceceno, un kirghiso e un uzbeko, ha fatto strage all’aeroporto di Istanbul. E dall’Uzbekistan arrivava anche Abdulkadir Masharipov, il 33enne autore del massacro della notte di Capodanno sempre a Istanbul, 39 i morti. I turchi e i russi la chiamano la ‘scuola asiaticà. Si tratta forse della branca più temibile di quel che resta dell’Isis, formata da una galassia di combattenti esperti, tra cui diversi jihadisti veterani dei conflitti in Cecenia e Afghanistan. I loro blitz sono micidiali, con i killer addestrati alle tecniche di assalto militare, le stesse viste a Parigi nell’attacco a Charlie Hebdo, o a quello del Bataclan. Questa ‘armatà potrebbe ancora contare tra i 2.000 e i 4.000 miliziani, ma non ci sono stime accurate.(

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