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MASSIMA ALLERTA A GAZA, HAMAS VUOLE FORZARE CONFINE

Hamas ed Israele si stanno febbrilmente preparando in queste ore ad un nuovo scontro lungo la linea di demarcazione attorno alla striscia di Gaza. Le date della crisi sono state stabilite dai dirigenti di Hamas, Ismail Haniyeh e Yihia Sinwar: il 14 maggio, per il trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata degli Stati Uniti, ed il 15 maggio, anniversario della costituzione (nel 1948) di Israele. Per i palestinesi è la ‘Nakbà, la catastrofe. Nel contesto di quella che chiama ‘La marcia del ritornò, Hamas vuole che domani 100mila palestinesi si ammassino lungo una dozzina di punti di attrito sul confine, forzino i recinti, e superino di slancio le linee militari di protezione predisposte da Israele. Oggi ha rimosso le postazioni avanzate, segnalando così che la folla avrà campo libero. Un anticipo di quello che potrebbe avvenire si è visto venerdì, quando centinaia di facinorosi hanno distrutto il versante palestinese del valico commerciale di Kerem Shalom. Israele ha fatto affluire altre due brigate, raddoppiando l’entità delle proprie forze armate nell’area. Mentre l’Egitto sta seguendo con apprensione l’escalation e oggi ha convocato Haniyeh per un incontro in extremis con il capo dell’intelligence. In serata Haniyeh è rientrato a Gaza, dove ha trovato un’atmosfera incandescente. I media di Hamas avvertono gli israeliani della zona che devono abbandonare le loro case, se tengono alla vita. Mentre l’ospedale Shifa di Gaza si prepara ad affrontare situazioni di emergenza, i leader di Hamas sperano di uscire dal confronto con successi tangibili. Fra questi: l’estensione delle violenze alla Cisgiordania e a Gerusalemme est; l’apertura di brecce nella barriera; forse anche la cattura di militari. Israele teme il peggio dopo aver scoperto piantine che in apparenza indicano l’intenzione di Hamas di dirigere le masse all’interno di villaggi ebraici che distano un chilometro dalla frontiere. Lo scenario peggiore è quello di una folla che corra a tesa bassa verso i soldati. Al suo interno potrebbero esserci veicoli, motociclette, uomini armati. Se gli incidenti proseguissero nella notte, tutto sarebbe ancora più complicato. Secondo il portavoce militare Jonathan Conricus, gli ordini ai militari sono quelli delle settimane passate: usare mezzi di dispersione non letali. In caso di pericolo, tiratori scelti potranno mirare alle gambe delle persone più pericolose, ma solo su autorizzazione degli ufficiali. Lo Stato ebraico dice di non volere un’escalation ma ribadisce che nessun palestinese potrà superare impunemente il confine. Chi vuole restare illeso, avvertono i militari, non si avvicini

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