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L’Atac si vendica sulla sindacalista ma non risolve i problemi

micaela-quintavalle-110La Quintavalle Sospesa a tempo indeterminato per aver raccontato le verità di Atac

Micaela Quintavalle è stata sospesa a tempo indeterminato per aver raccontato la sua verità sull’Atac. Il Campidoglio, che aveva provato a candidarla sotto la bandiera a cinque stelle, ora prende le distanze: è un problema dell’azienda. Il provvedimento, che la sindacalista ha condiviso sui social, le è stato recapitato nel pomeriggio. Quel che l’azienda le contesta, per cominciare, è aver rilasciato un’intervista (andata in onda il 10 maggio) al programma Le Iene — in cui parlava delle cattive condizioni della flotta Atac — che “ledeva l’immagine e la reputazione dell’azienda”. E di averlo fatto, tra l’altro, “indossando la divisa aziendale”, durante l’orario lavorativo. Entro e non oltre cinque giorni ora Quintavalle potrà presentare le sue giustificazioni. “Atac ha scelto di sospendermi dal servizio, esattamente come si sospendono dal servizio persone che fanno uso di sostanze stupefacenti: non c’è proprio differenza — dice arrabbiata la sindacalista in un video postato sui social — Tutto ciò nonostante il grande contributo che io ho cercato di dare all’azienda e le denunce per la sicurezza della cittadinanza”.La reazione della Quintavalle è durissima. Giovedì sera intorno alle 22 sulla sua bacheca Fb è comparso un post che la dice lunga: Colleghi…. Che la mia sospensione non sia vana. Segnalate ogni vettura. Segnalate ogni guasto. Rispettate il codice della strada. Fategli male. In tutta Italia. Dopo quella dei minatori cui sono affettivamente legata siete la categoria più bella che io conosca. Nel massimo rispetto delle regole, fategli male. Voi potete!!!!! In ognuno di voi c’è un leone ribelle. Fategli male!!!!!!! La sicurezza dei cittadini prima delle loro ca@@ate!!!!!!.Signori dell’Atac, signor sindaco: pensavate di mettere il bavaglio alla Quintavalle? Bene, ora avete una martire in pectore che prima di esalare l’ultimo respiro diventerà gladiatore. E a Roma i gladiatori piacciono tanto. Da vivi e da morto. Chi ha firmato quel provvedimento ha fatto un capolavoro che peserà sulla vita dei cittadini. Coi tranvieri non vale la regola “Colpiscine uno per punirne cento”.

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