| categoria: Roma e Lazio

Raggi e la sfida all’anti-stato di Torbella

Blitz nella notte nel quartiere guidato dalla Raggi e dal comandante Di Maggio, cancellati i murales della criminalità. E poi? Tutto come prima

Il sindaco l’aveva promesso, all’inizio di maggio: “Cancelleremo quei murales. Riporteremo la legalità a Tor Bella Monaca”. E la scorsa notte è stata sul campo, con 120 agenti della polizia di Roma Capitale, guidati da Antonio Di Maggio, ei 60 tra agenti della polizia di Stato e carabinieri, per controllare di persona che quell’impegno fosse rispettato. Non erano importanti le immagini e il deturpamento dell’habitat urbano, spiegano, ma quello che rappresenta, la esaltazione di gruppi criminali, la conferma che in quel territorio comanda l’antistato. Benissimo, Quei murales erano lì da anni e nessuno aveva avuto il coraggio di toglierli. Il blitz in questo senso è un segno importante. Tutto qui? Se la sfida del Campidoglio dovesse fermarsi qui l’intera operazione potrebbe rivelarsi un boomerang. Un blitz compiuto di notte, nelle strade deserte, nel silenzio spettrale di un quartiere nel quale sembrava ci fosse il coprifuoco. Non sarebbe stato meglio, più spettacolare, politicamente più significativo operare in forze in pieno giorno, e lasciare segni tangibili, una presenza dello Stato, magari le camionette dell’esercito, squadre di vigili e di netturbini, un incontro con la popolazione e la presentazione di un piano Marshall per il quartiere, la presenza di squadre di operai a ripulire strada per strada, muro per muro, presidi permanenti nelle piazze dello spaccio e davanti alle case dei boss? Magari un consiglio comunale all’aperto davanti a tutti per significare il cambio di rotta?

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