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Governo, Conte al Quirinale alle 19

Conte alle 19 al Quirinale
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha lasciato la propria abitazione per recarsi a Montecitorio. Alle 19 è quindi atteso al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella.

Sono ore decisive per Conte la cui dead line per la nascita o meno del suo governo – fissata da Salvini e Di Maio ieri – è per questa sera. Le intenzioni del presidente del consiglio incaricato – al di là delle ultime difficoltà incontrate per la composizione della lista dei ministri – sono quelle di poter presentare la sua squadra ai mercati con giuramento e brindisi di rito già effettuati prima dell’apertura di settimana.

“Buona domenica Amici. Chi si ferma è perduto, io fino all’ultimo non mi arrendo!”. Lo scrive il segretario della Lega, Matteo Salvini su Twitter dove pubblica una sua foto davanti la carlinga di un aereo Alitalia.

Sul tappeto resta ancora il nodo sul nome di Savona che il Colle continua a ritenere inopportuno e che prospetta l’ultimo colloquio tra Conte e Mattarella prima dello scioglimento della riserva (se positivamente o negativamente saranno le ultime trattative in corso a stabilirlo), tutt’altro che rituale. Una domenica, in chiave di futuro governo, piena di incognite, dunque. E su cui pesano, e non poco, gli ultimatum dei leader di Lega e M5S. “O si chiude questa partita del Governo entro le prossime 24 ore o non si chiude più”, ha infatti sentenziato ieri sera da Terni il capo politico del MoVimento non nascondendo impazienza e irritazione per una partita che ai supplementari e rigori sembra aggiungere l’opzione del lancio della monetina.

Stessi toni e stessa volontà di mettere un punto definitivo all’intera vicenda da parte del capo del Carroccio: “o si parte o per noi basta”, taglia corto Salvini che si rende indisponibile ad ulteriori ed estenuanti trattative: “Mi rifiuto”, scandisce da Martinengo (Bg) ricordando che “i mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno”. E aggiungendo di non essere nato “per tirare a campare”, traccia all’orizzonte l’unica alternativa di un voto anticipato. Ma le urne a settembre, è noto, sono l’ultimo dei pensieri del Quirinale preoccupato di non avere un governo nella pienezza dei suoi poteri e, dunque, in grado di produrre una manovra che – oltre ad evitare un inedito esercizio provvisorio dello Stato – possa sterilizzare l’aumento dell’Iva. Senza dimenticare le scadenze europee che vedono l’Italia attesa al varco dagli altri partner nient’affatto comprensivi nei nostri confronti. A 83 giorni dal voto, dunque, l’unica certezza resta quella del conseguimento del record negativo di una gestazione per la formazione del governo mai così lunga nella storia della Repubblica. E che, almeno tra i commentatori politici, torna a far affacciare sullo scenario la possibilità – in caso di fallimento da parte di Conte – di un governo del Presidente.

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