| categoria: sanità Lazio

Fondazione S.Lucia, la ricerca gode di buona salute. Ma la Regione dimentica gli impegni

Una produttività scientifica cresciuta del 45% negli ultimi dieci anni nonostante una riduzione dei finanziamenti pubblici che sfiora il 30%. E’ la forza evidente della Fondazione Irccs S.Lucia che nonostante le difficoltà e il lungo, disastroso calvario di un contenzioso infinito con la Regione Lazio riesce comunque a crescere e a fare onore al suo stato di eccellenza della ricerca, della cura e della assistenza nel campo della neuro riabilitazione. Un risultato supportato dalle scelte di destinazione del 5×1000 alla ricerca sanitaria della Fondazione, che secondo gli ultimi dati comunicati dall’Agenzia delle Entrare ha visto in un anno un aumento di oltre il 20%, a significare che l’istituto di via Ardeatina è nel cuore degli italiani. «Questa giornata è dedicata a tutte le persone che con il loro 5×1000 affidano alla Fondazione Santa Lucia la loro volontà di recupero dopo un grave trauma e sostengono la nostra ricerca nelle neuroscienze», ha dichiarato ieri il Direttore Generale Edoardo Alesse aprendo l’evento di presentazione del nuovo Annuario della Ricerca dell’IRCCS Santa Lucia. E’ stata l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti nell’anno precedente dagli oltre duecento ricercatori e dal personale medico-sanitario coinvolto in progetti italiani ed europei. “Si conferma il trend positivo”, ha commentato il Direttore Scientifico Carlo Caltagirone”, e la neuro riabilitazione di alta specialità attraverso il S.Lucia – che ha appena festeggiato i 25 anni dalla attribuzione del titolo di Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico – compie passi ogni anno passi in avanti.
Nel corso della giornata è stato assegnato per la prima volta il Premio Luigi Amadio, dedicato alla memoria del Direttore Generale che ha guidato lo sviluppo dell’IRCCS Santa Lucia dagli anni Settanta fino alla sua improvvisa scomparsa nel 2017. A riceverlo la ricercatrice Silvia Consalvi per studi che le hanno permesso d’individuare un meccanismo biologico utile allo sviluppo di nuove terapie farmacologiche per la rigenerazione delle fibre muscolari in pazienti colpiti da diverse forme di distrofia muscolare.
Nel presentare l’attività ospedaliera collegata ai programmi di ricerca dell’IRCCS specializzato nel settore delle neuroscienze, il Direttore Sanitario Antonino Salvia ha sottolineato l’urgenza di rivedere la programmazione nazionale sul fabbisogno di posti letto per la neuroriabilitazione di alta specialità. «Il tetto previsto di 1.216 posti letto copre solo il 20% del reale bisogno della popolazione. È un dato confermato dalle principali società scientifiche del settore».
Solo per la neuroriabilitazione dei pazienti colpiti da ictus cerebrale, che è la prima causa di disabilità nei paesi sviluppati e conta in Italia ormai quasi un milione di persone che convivono con invalidità motorie e cognitive provocate dalla patologia, la Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN) nel documento “Alta Specialità in Neuroriabilitazione” calcolava nel marzo 2017 un fabbisogno nazionale di 4.800 posti letto, ai quali aggiungere i bisogni di neuroriabilitazione di pazienti con lesioni del midollo spinale, gravi traumi cerebrali e malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e Sclerosi Multipla. Sulla questione ha recentemente preso posizione anche la Federazione delle Associazioni Italiane Lotta contro l’Ictus Cerebrale (ALICe) in una lettera al Ministro della Salute: «L’effetto combinato, da una parte, dei progressi della medicina nel gestire con successo la fase acuta di questa patologia e dall’altra dell’invecchiamento della popolazione, impone oggi un approccio più attento ai bisogni di neuroriabilitazione». Sul fronte delle malattie neurodegenerative, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) nel “Barometro 2018” indica tra le priorità di azione la necessità di «garantire l’accesso al ricovero di alta specialità neuroriabilitativa anche alle persone con Sclerosi Multipla in presenza di quadri di particolare gravità e complessità». Contro il tetto fissato di 1.216 posti letto a livello nazionale per la neuroriabilitazione di alta specialità si è espresso anche il TAR del Lazio (sentenza 7006/2017 del 14.06.2017). La Fondazione S.Lucia conferma la volontà e la disponibilità di giocare un ruolo importante in questo contesto, i riconoscimenti sono apprezzati così come gli aiuti concreti ( Edoardo Alesse ha citato nel suo intervento i fondi garantiti lo scorso anno dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin), ma il pericoloso “limbo” politico-amministrativo nel quale la Regione Lazio continua a mantenere l’Istituto nonostante le reiterate promesse e gli impegni (l’ultimo, lo scorso autunno, da parte del governatore uscente Zingaretti) non consente di procedere con la necessaria serenità.

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