| categoria: editoriale

Vi do la mia parola. Quanto vale in politica?

Vi do la mia parola, l’Iva non aumenterà, vi do la mia parola, cacceremo clandestini e irregolari. Garantiamo, l’Europa dovrà starci a sentire? Gli italiani hanno imparato ad essere pratici e realisti, a questo tipo di impegno non ci credono più. Salvini e Di Maio saranno anche simpatici, si agitano tanto, girano vorticosamente pieni di buona volontà, ascoltano tutti, promettono a tutti. Il loro entusiasmo può apparire contagioso. Ma tutti aspettano con ansia i primi fatti concreti. Nemmeno gli atteggiamenti corsari, i tentativi di staccarsi dai cliché della vecchia politica raggiungono risultati apprezzabili tra la gente. Ci hanno abituati a tutto, stiamo sul chi vive, pronti a vedere se job act, legge Fornero ed altro verranno messi in soffitta sul serio. I giornali non amano questo governo giallo-verde e sparano a zero su tutto, povero Conte, passato ai raggi X e bersagliato ad ogni pie’ sospinto. Non è un granchè? Vediamolo lavorare, e giudichiamo fra un po’ almeno. La prosopopea di Monti e Letta, l’arrogante sicurezza di Renzi non ci hanno portato bene, alla fine. E per tutti e tre i personaggi i media avevano ritagliato degli autentici santini, la “normalità” dell’ex rettore della Bocconi era in quel loden datato e nell’atteggiamento del nonno con i nipotini, Letta veniva dipinto al volante della sua macchina familiare. Ora il premier viene fatto a pezzi per delle sciocchezze e ci si chiede subito se sarà una marionetta in mano ai due vice premier o se penserà da solo. I seriosi economisti hanno già bocciato il governo appena nato. Non ha strategia, le misure annunciate ci faranno andare a fondo, sono onerose e non hanno copertura, eccetera eccetera. Verrebbe da tifare Di Maio e Salvini solo perché hanno tutti contro, i milioni di cittadini che li hanno votati non avevano le idee chiare, volevano solo cambiare, si dice. Apparentemente si va verso l’ennesima trasformazione di facciata. Panna montata e poco altro. Di Maio da solo amministra due ministeri (ma dovrà dotarsi di persone fidate che lavorino per lui), Salvini vuol fare il ministro degli interni girando a fare comizi, ancora non riusciamo a vederlo come il ministro della polizia e dell’ordine pubblico, siamo tutti alla finestra per vedere quale sarà la sua reazioni alla prima vera emergenza. C’è poi la “fusione” Agricoltura-turismo nel nome del made in Italy. Il ministro Centinaio ci crede, il resto del mondo resta in attesa (di veder sbagliare il ministro). Possono anche essere scelte giuste, condivisibili. Ma ci hanno ragionato sopra prima di annunciarle, hanno fatto i conti, funziona, conviene? Al di là degli slogan chi sarà capace di realizzare le cose. “Vi do la mia parola”oggi in politica vale poco o niente.

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