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IL PUNTO/ Fermate il soldato Enrico

Ne abbiano parlato e riparlato, il khomeinista a cinque stelle Enrico Stefàno va fermato. Con le buone maniere, naturalmente. Il presidente della Commissione mobilità del Campidoglio ce la mette tutta – anche troppa – nel suo lavoro, ma porta alle estreme conseguenze una ideologia che rischia di schiacciare Roma e non di salvarla. Fin che si scherza, fin che si discute passi, ma il pretendere di salvare la capitale senza salvare i romani appare un progetto onestamente rischioso. Stefàno ha della questione-mobilità/traffico a Roma una visione tutta particolare. Bisogna andare in bicicletta ( lui la usa), con i mezzi pubblici e/o a piedi. Le macchine? Buttiamole pure. Tanto la sua mission è quella di limitare al massimo il traffico privato. E’ quello che vogliono i cittadini, che sostengono le categorie produttive, ciò che serve al commercio, all’economia, o più ancora semplicemente al benessere e all’armonia degli abitanti? Non è detto, anzi, meglio non chiederlo perché se una sorta di referendum dovesse bocciare le idee dell’esponente grillino sarebbero guai seri. Lui ha già provveduto ad allungare l’orario della Ztl, ora vuole imporre il pass all’interno del cosiddetto anello ferroviario. Vecchia idea/delibera di Marino, intendiamoci, tutti sapevano che prima o poi la questione sarebbe venuta al pettine. Ma in una città già penalizzata, confusa e caotica, con i mezzi pubblici che non funzionano, con una situazione orografica che vede un continuum di saliscendi ( i sette famosi colli e non solo), con una popolazione anziana che andrebbe prelevata a casa ed accompagnata in giro pensare di creare ulteriori problemi è semplicemente una follia. Ma Stefàno non pensa che vi sono mille altri sistemi per organizzare traffico e viabilità senza punire nessuno. Non prova neanche ad immaginare la possibilità di creare parcheggi e posti macchina, di orientare in modo diverso i flussi di traffico, di togliere semafori e strisce in eccesso, di invertire i corsi di marcia in alcune strade, di pianificare una serie di sensi unici, di realizzare una serie di rotonde, etc. Ragionando strada per strada delle soluzioni si troverebbero, senza penalizzare le zone commerciali, i negozi, senza danneggiare i cittadini-utenti. Ma è molto più facile e redditizio vietare, tanto la gente abbozza, pensano sempre gli amministratori. Ma Stefàno esagera, qualcuno deve fermarlo e metterlo in condizioni di non nuocere. Ci sono altri settori della vita collettiva romana nei quali può essere più utile.

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