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Scattano le misure anti-alcol, esercenti presi in contropiede: non ci hanno avvertito

Misure anti-movida? Pronti, via. Senza avvertire nessuno la Raggi ha firmato stamattina l’ordinanza anti-alcol ordinandone l’applicazione immediata. Si parte stasera stessa. Si deve supporre che un maxi apparato sia stato allertato per una azione di controllo e di contrasto. Una misura che tutti i cittadini colpiti dal caos e dalle intemperanze notturne hanno sollecitato e che sicuramente apprezzeranno. Ma che può mettere in seria difficoltà un intero comparto produttivo già fortemente penalizzato da altre misure diciamo pure “repressive”. Il sindaco o chi per lei ha deciso che era il momento. E così l’operazione è scattata così, senza preavviso, senza neppure mettere in condizioni di rispettarlo nottambuli da un lato ed esercenti dall’altro. Quindi siamo al primo week end senza alcol con misure apparentemente rigidissime (e sulla loro applicabilità in termini di repressione e controllo, come in passato, c’è molto da dire e da obiettare). Il provvedimento per limitare la vendita e il consumo di bevande alcoliche nelle ore serali sarà valida tutta l’estate e fino al 31 ottobre e stabilisce divieti in specifiche aree del territorio comunale. Confermati i ‘perimetri’ interessati dal provvedimento precedente, ovvero quelli che si ritengono più esposti al fenomeno della ‘movida’: centro storico, comprese le banchine del Tevere e l’isola Tiberina, Rione Monti, Celio, Esquilino, Trastevere, Testaccio, Prati, San Lorenzo, Ponte Milvio, Eur, Ostia. Tutto regolare, sia ben chiaro, il Campidoglio ha il dovere di intervenire a tutela del bene pubblico e con una forte azione di prevenzione prima ancora che di repressione. Ma non c’è motivo di credere che come non riesce a portare a misura la questione traffico, la questione degrado e così via per intrinseca capacità di agire in modo efficace, in questo caso tutto fili liscio. Non sarebbe stato meglio chiedere e ottenere la collaborazione di chi nelle aree della movida lavora? E’ una caratteristiche della giunta grillina, non discutere mai con nessuno, forte di una connotazione fortemente ideologica che supera ogni possibile posizione diversa. E così si apre un nuovo fronte (era proprio necessario?) di contrasto/contenzioso quando ancora non è giunto a maturazione il tentativo di dialogo tra esercenti e nuovo assessore al commercio su occupazione del suolo pubblico, vecchi e nuovi regolamenti. Scavalcati dalla ordinanza della Raggi i rappresentati dei pubblici esercizi sono furibondi, non ci hanno avvertiti, il provvedimento ci mette in ginocchio, dicono. Come Fiepet-Confesercenti rimaniamo allibiti – ha dichiarato in una nota Claudio Pica – presidente della Fiepet Confesercenti – apprendiamo che dall’amministrazione 5 Stelle arriva l’ennesima ordinanza senza che le associazioni di categoria siano state adeguatamente e per tempo informate. Da parte del Campidoglio, infatti, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. Roma non può essere gestita a senso unico, quando vengono toccati temi e comparti che investono l’economia locale cittadina servirebbe del buon senso, una concertazione con gli operatori che invece non c’è stata. ‘L’ordinanza lampo’ anti-alcol difatti mette in ginocchio esercenti e piccole medie imprese della nostra città, e al tempo stesso limita i tanti giovani a vivere la Capitale. Come Fiepet prendiamo atto di avere un Comune sordo, che non ascolta le istanze delle categorie e che affossa un intero settore produttivo importante per il territorio romano». Dello stesso avviso anche Daniele Brocchi, coordinatore Assoturismo: «L’ordinanza della Raggi – ha commentato – poteva entrare in vigore in un giorno infrasettimanale per permetterci di avvisare tutti i nostri associati e i pubblici esercizi. In questo modo, a poche ore dall’inizio della movida, molti rischiano di essere multati già da stasera, per una mancanza di informazione. Tutti gli esercenti infatti dovrebbero obbligatoriamente esporre all’interno e all’uscita del locale, in modo visibile e leggibile, un avviso tradotto in quattro lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco) con uno schema in cui vengono indicate tutte le misure stabilite dall’ordinanza. Siamo profondamente colpiti di venire a sapere di una notizia del genere solamente dalla stampa e non da un confronto diretto con il Comune». La situazione è paradossale e conferma la difficoltà di procedere con una giunta che tira dritto come un carro armato senza valutare gli effetti collaterali della sua azione.

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