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DA STUDI SETTORE A E-FATTURA, IL FISCO CHE CAMBIA

Via studi di settore e spesometro. Stop al redditometro. Stop allo split payment. Possibile rinvio della e-fattura per distributori di benzina e subappalti Pa. Nelle intenzioni del governo si punta a cancellare e rimodellare gli strumenti nelle mani del fisco, non tutti noti al grande pubblico, sicuramente invece ben presenti per il popolo delle «partite Iva». Si tratta di strumenti, introdotti via via nel corso degli anni per consentire una più efficace lotta all’evasione, che in alcuni casi sono stati modificati o sono in via di superamento. È il caso dei «studi di settore», destinati ad essere sostituiti a fine anno dagli indici di affidabilità fiscale, o dello spesometro che di fatto non servirà più con l’arrivo generalizzato, dal prossimo gennaio, della fattura elettronica. Ecco cosa prevedono i singoli strumenti e quale potrebbe essere l’impatto del loro cambiamento. STUDI SETTORE VICINI ALLA PENSIONE: Servono a risalire ai ricavi delle diverse categorie di lavoratori autonomi e imprese. Agli inizi erano usati anche per avviare accertamenti, in caso di ‘sforamentò. Poi il loro ruolo è cambiato via via ed ora la loro sorte è già decisa. Da gennaio saranno sostituiti dagli indicatori di affidabilità fiscale che, incrociando i dati oggettivi dell’attività e alcuni altri parametri, stimano se il ‘contribuentì è più o meno affidabile. Ma servono per premiare non per punire: in pratica per i più efficienti si riducono di un anno i periodi per i controlli e vengono previsti benefici in termini di compensazioni e visti di conformità delle proprie dichiarazioni. SPESOMETRO: In attesa dell’arrivo della fatturazione elettronica tra privati che – al momento – è prevista obbligatoriamente dal primo gennaio 2019, le fatture sia emesse sia ricevute vanno comunicate per via elettronica al fisco due volte l’anno. Dopo un pasticcio iniziale del sito è stato deciso un rinvio delle date. Poi sono state introdotte semplificazioni drastiche e nuovi software di aiuto che hanno consentito di concludere l’operazione avviata. La novità maggiore è la possibilità di inviare in modo cumulato le fatture di piccola taglia, sotto i 300 euro. Lo strumento sarà in gran parte superato dall’arrivo della fattura elettronica a partire da gennaio. Ma anche su questo fronte i problemi non sono tutti superati. E-FATTURA: è uno dei temi su cui il governo potrebbe intervenire. Dal primo luglio dovrebbero emettere fatture elettroniche sia i benzinai sia le società che hanno subappalti con la Pubblica Amministrazione: con la previsione di un maggior gettito di 200 milioni. Invece potrebbe arrivare un doppio canale, consentendo ancora per sei mesi, per chi lo vuole, l’utilizzo dei vecchi strumenti, come ad esempio la scheda carburanti per i distributori di benzina di cui sarà comunque garantita la tracciabilità per assicurare gli incassi. Le Entrate hanno intanto introdotto semplificazioni, come «Qr code» per facilitare la fatturazione dai benzinai. REDDITOMETRO: È stato nel passato uno strumento per effettuare accertamenti misurando il reddito in base alle spese sostenute: dall’auto alla barca, dal cavallo alla casa. È stato poi modificato introducendo anche nuovi criteri, tra questi alcune medie Istat, che però hanno complicato lo strumento che, di fatto, è ora inutilizzato ed è stato accantonato. SPLIT PAYMENT: Cancellarlo potrebbe essere oneroso per le casse dell’erario perchè si stima che abbia dato un gettito tra i 2 e i 2,5 miliardi. Prevede che le amministrazioni pubbliche versino l’Iva sulle fatture dei loro fornitori: una certezza di versamenti che ha come contrappeso negativo l’aver limitato la liquidità di piccole imprese, che spesso si trovano anche a credito e devono attendere il rimborso. I tempi per queste procedure sono stati accelerati ma il problema per i piccoli imprenditori rimane

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