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NON SOLO VIGNE,ITALIANI SOGNANO GRANAIO E FARINE FAI-DA-TE

Andiamo a mietere il grano. Non c’è solo la vigna tra i sogni bucolici degli italiani, che da Nord a Sud tornano a sognare una casetta di campagna circondata dall’oro delle spighe di grano e un mulino-amico per avere in casa farine genuine con cui poi cimentarsi in ricette casalinghe, dal pancotto ai biscotti, dalla panzanella alla sfoglia. In coincidenza con l’avvio della raccolta del grano, l’estate quest’anno si apre con un insolito fervore di eventi cerealicoli. E a promuovere feste della mietitura non solo consorzi agrari e pastifici, ma una schiera di avvocati, farmacisti, ingegneri, professionisti che per staccare dal quotidiano in città scelgono fughe tra granaglie e papaveri. A Magliano, nella Maremma che guarda al mare, «due anni fa abbiamo fatto mettere il grano su oltre sei ettari – raccontano Susanna Gara, ingegnere a Roma, e il compagno Stefano Mussi che finalmente mette a valore studi di agronomia – perché si tratta di una coltura non troppo impegnativa che, con l’aiuto dei macchinari dei vicini, ci permette di godere di un bel paesaggio e avere poi farina genuina, sicuramente non addizionata. La macina granaglie è in casa e per il grano tenero e quello duro – raccontano ancora – abbiamo selezionato un molino a Rieti e Subiaco. Nel week end, in fuga dalla Capitale, pratichiamo così un costante ritorno alla natura, ricco di relazioni sociali e produttive nella convinzione che è ora di dire basta al senza glutine. Noi facciamo un glutine che non fa male, per tornare a regimi alimentari »con«. Glutine e lattosio hanno accompagnato la nostra vita, non vanno perciò esclusi, vanno scelte produzioni di qualità». A Ragusa, un medico ortopedico ha deciso di restaurare il mulino storico ad acqua di famiglia per avviare il progetto ‘La Timpa tempo e naturà di recupero di varietà cerealicole degli Iblei come il Grano Russello e la Senatore Cappelli per produrre farine e pani ad alta digeribilità e lunga conservazione che arrivano anche sulle tavole dei ristoranti stellati della zona. In Calabria fervono i preparativi a Rossano per la festa della mietitura, con tanto di tarantella dal 30 giugno nella Masseria Mazzei, promossa da un imprenditore romano in collaborazione con l’Istituto Agrario contadino, Coldiretti e la locale condotta di Slow Food. Nei campi interamente biologici, l’azienda agricola Il Gelso punta sulla varietà di grano Saragolla, chicco giallo dell’antichissima varietà del khorasan, da cui oggi è ricavato il Kamut, nutriente, salutare e altamente digeribile. Mentre il primo luglio a San Floro (Catanzaro) protagonisti della festa della Trebbiatura saranno l’epidemiologo Franco Berrino e il giovane Stefano Caccavari che ha dato vita alla startup Mulinum che recupera l’antica filiera dei grani integrali con fondi raccolti attraverso un crowdfunding su Facebook. A mettere in luce la passione per colture sostenibili è stata «Grani Futuri» che ha confermato San Marco in Lamis (Foggia) capitale del pane artigianale italiano. «Ritrovarsi attorno al pane, stare tutti insieme fornai e cuochi senza trascurare chi produce il grano e chi molisce la farina, per dimostrare che – ha concluso l’ideatore di Grani Futuri, il fornaio economista Antonio Cera – un pane sostenibile, con un prezzo giusto per tutta la filiera dal campo fino a chi lo acquista, è possibile».

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