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FOCUS/ DL DIGNITÀ E TERRA FUOCHI, M5S PROVA ARGINARE LEGA

Misure bandiera, più presenza mediatica, allineamento pressoché totale alla strategia leghista sui migranti: è in queste tre mosse la risposta del M5S all’ «onda Matteo Salvini». Il leader del Carroccio esce rafforzato dai ballottaggi sebbene i pentastellati siano riusciti a conquistare due piazze non certo facili, come Imola e Avellino. Ma, all’ombra della crisi europea sui flussi, Luigi Di Maio e il Movimento provano a catalizzare l’attenzione su tematiche care alla campagna elettorale pentastellata. L’esito dei ballottaggi, ragionano fonti della maggioranza, non avrà alcun impatto sul governo ma è pur vero che nel Movimento è ben presente il rischio che l’esecutivo giallo-verde rischi di essere, anche nel lungo periodo, a trazione leghista. E, non a caso, proprio in questi ultimi giorni sono rimbalzati rumors sui media – prontamente smentiti dai protagonisti – in merito all’ipotesi di una rottura all’orizzonte tra M5S e Lega con l’idea di una nuova alleanza di governo tra Movimento e Pd. Fantapolitica, almeno per ora. Ma è un fatto che il dossier migranti abbia funto da trampolino di lancio elettorale per Salvini, abile, tra l’altro, a cavalcare un tema che, al momento, non comporta eccessive spese per il governo italiano. Di Maio e il M5S sono partiti con meno clamore, almeno fino alla fine della settimana scorsa, quando il leader del Movimento ha voluto imprimere una svolta al suo racconto di governo. E Di Maio, in settimana, passerà al contrattacco assegnando al primo provvedimento del governo – il decreto Dignità – il marchio pentastellato. Nel provvedimento ci sarà quello stop al redditometro e allo spesometro promesso ad ogni piazza della sua campagna elettorale. E sarà posta una prima, marginale pietra, nella riforma del Jobs Act sul punto dei contratti a termine. Misure che Di Maio metterà in campo in un Cdm che si terrà entro la settimana e che anticiperà in tv e in eventi pubblici. Il Movimento ha un altro decreto «bandiera» da mettere sul tavolo, quello sulla Terra dei Fuochi. Il provvedimento sarebbe dovuto andare in porto in uno dei Cdm della scorsa settimana (con tanto di conferenza stampa di Di Maio e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa) ma poi si è stato rinviato. «Stiamo valutando le coperture», spiegano fonti del governo assicurando che il provvedimento si farà e anche a breve. Sempre questa settimana sarà ancora il vicepremier e ministro del Lavoro a organizzare un primo giro di tavolo a Palazzo Chigi sulla misura simbolo del Movimento, il reddito di cittadinanza. Misura che Di Maio vuole al più presto ma sulla quale, per ora, il ministro dell’Economia Tria frena. Con il premier Giuseppe Conte impegnato in questa prima fase a Palazzo Chigi sui dossier internazionali tocca a Di Maio prendere le redini della rincorsa sulla Lega. Ed è probabile che il tema – all’origine di più di un malumore tra i pentastellati – sia toccato anche nel corso della visita a Roma di Beppe Grillo: una tre giorni già programmata ad inizio mese che poterà l’ex comico a Roma da mercoledì a venerdì: Una occasione anche per fare un punto sulla gestione del Movimento post-4 marzo

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