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MONDIALI: NEYMAR NON SBAGLIA, MESSICO KO E BRASILE VOLA

La strage delle favorite si ferma a Samara. Il Brasile di O Ney vola nei quarti dopo avere debellato con pazienza, intelligenza e talento l’ostinata caparbietà di un diligente Messico. A salire in cattedra è il geniale Neymar, l’uomo giusto al posto giusto: segna un gol da centravanti d’area e regala l’assist del raddoppio a Firmino. Accanto a lui migliore in campo è Willian che convince gli scettici con una prestazione continua: i suoi strappi minano la sicurezza della rocciosa difesa messicana. Fuori Germania, Argentina e Spagna, sono i brasiliani a rappresentare la tradizione e la continuità mentre Russia 2018 si conferma il trionfo del Psg: dopo Cavani e Mbappè anche Neymar diventa grande protagonista e può aspirare, se proseguirà a dare spettacolo, anche al Pallone d’Oro. È un Brasile calibrato quello impostato da Tite: Miranda e Thiago Silva blindano la difesa anche per il robusto lavoro di Casemiro (che salterà i quarti per squalifica) e Paulinho. Alisson viene chiamato in causa raramente. Diligenti ma non esaltanti gli esterni bassi, poi quando cambiano passo a fare la differenza sono gli uomini d’attacco: la freccia Willian, il talentuoso Coutinho e soprattutto il numero 1 Neymar, che trova giocate sopraffine, assist e conclusioni spettacolari. Peccato per la sceneggiata sul pestone di Layun, non degno della sua statura di fuoriclasse. Il raddoppio nel finale con Firmino, subentrato a Gabriel Jesus, meno continuo dei suoi compagni di reparto. Il Messico tiene botta per un tempo grazie alle parate di Ochoa, poi si arrende alla superiore qualità dei brasiliani. Ottima la direzione di Rocchi, fra i migliori in campo. Caldo asfissiante e spettacolo di suoni e colori tra le due tifoserie a Samara. Si aspetta un monologo ragionato del Brasile ed è invece il Messico a mostrarsi più spigliato. Neymar è in una morsa tra Alvarez e Ayala, le due squadre si schierano a specchio (4-1-4-1) con Casemiro e il 39/enne Rafa Marquez a protezione di difese munite. Il Messico sembra più simile alla squadra che ha dominato la Germania rispetto a quella che ha perso con la Svezia. Il pressing è asfissiante, con Herrera e Guardado che raddoppiano su tutti gli avversari mentre Lozano e Vela impensieriscono i due esterni Fagner e Felipe Luis. Per 20′ il Brasile sonnecchia sornione con i suoi lucidi strateghi di centrocampo Casemiro e Paulinho che chiudono i varchi mentre Henandez viene contenuto da Miranda e Thiago Silva. Ma quando il tricolor prende fiato il Brasile sciorina scampoli del suo repertorio per palati fini. Neymar si scatena al 25′ lasciando sul posto i suoi due guardiani, ma Ochoa si oppone bene, in un replay della sfida scintillante ai mondiali 2014. Al 27′ si vede Coutinho, ma tira alto. Più ficcante la doppia conclusione al 27′ di Gabriel Jesus e Coutinho, ma il portiere non si fa sorprendere. Poi la gara diventa più robusta e Rocchi ammonisce Alvarez e Filipe Luis per interventi spigolosi sulle due stelle Neymar e Lozano. Nella ripresa il Messico accusa la stanchezza e il Brasile cambia passo. Coutinho al 3′ costringe Ochoa in angolo, poi dopo un tiro alto di Gallardo c’è la svolta al 7′. Tacco di Neymar per William che finta il cross e avanza da solo facendo fuori la difesa. Cross da manuale che oltrepassa Gabriel Jesus ma non Neymar che in scivolata insacca. Il Messico schiuma rabbia, ma in contropiede il Brasile diventa più pericoloso: al 14′ grande azione e bomba di Paulinho, respinto. Intermezzo di Vela, il cui tiro viene deviato in angolo da Alisson, poi al 18′ azione sontuosa di William: accelerata portentosa e gran tiro che Ochoa alza in angolo. Poi c’è un pestone fuori campo di Layun su Neymar a terra: il brasiliano si contorce dal dolore, ma Rocchi dopo consultazione Var fa proseguire. Serie di cambi, ma la qualità della rosa fa ancora la differenza: Tite inserisce Fernandinho per Casimiro e Firmino per Coutinho. Al 43′ il sigillo alla qualificazione: Fernandinho intercetta un pallone e lancia Neymar sulla sinistra. Tiro cross che Ochoa devia leggermente di piedi, ma Firmino spinge in rete per il tripudio dei tifosi. Il Messico esce a testa alta, il Brasile meritatamente avanza verso i quarti (troverà Belgio o Giappone) con tutti gli ingredienti per risultare protagonista.

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