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Uccide il padre e la compagna di lui poi si toglie la vita

Trovati morti, con diverse ferite da arma da fuoco, nella tarda serata di ieri all’interno dell’azienda ‘Seri Cart’ di Cormano (Milano). Secondo i primi accertamenti si tratterebbe di un duplice omicidio-suicidio. Le vittime sono un 65enne, la sua compagna 55enne e il figlio dell’uomo, di 43 anni. A trovarli é stato il figlio minore del 60enne. Secondo gli accertamenti svolti finora dai carabinieri, a sparare sarebbe stato il 43enne, trovato riverso a terra con la pistola in mano.

Gli accertamenti dei carabinieri di Sesto San Giovanni (Milano) e della Squadra Rilievi del Gruppo Monza proseguono per ricostruire l’esatta dinamica del presunto duplice omicidio-suicidio. Secondo una prima ricostruzione, Romano Platini, titolare dell’azienda, sarebbe stato ucciso a colpi di pistola da suo figlio Maurizio, forse al culmine di una lite, così come la sua compagna, Anita Salsi. Lo stesso 43enne, sempre secondo una prima ipotesi degli investigatori, si sarebbe poi tolto la vita con la stessa arma. A scoprire i corpi, quello del 43enne in corridoio, quello della donna sulla porta dell’ufficio e quello del 65enne dietro la scrivania, è stato il figlio minore di Platini, fratello del presunto omicida-suicida, 32enne. «Siamo sconvolti, siamo amici da una vita», ha dichiarato una donna residente poco lontano dall’azienda. Poi ha aggiunto «avevamo appuntamento alle 18 di oggi, ma ho suonato e non ha risposto nessuno, poi abbiamo saputo». Suo marito, a sua volta sconvolto, ha spiegato: «Avremmo dovuto andare insieme a giocare a soft air, prendevamo l’aperitivo insieme ogni sera».

Il movente. Era appena stato licenziato da suo padre dall’azienda di famiglia. Per questa ragione, presumibilmente, Maurizio Platini ha ucciso il genitore e la compagna per poi suicidarsi. Platini intorno alle 18:30 di ieri ha preso la sua 357 magnum regolarmente detenuta e ha sparato alla testa a suo padre; poi ha puntato l’arma verso la compagna dell’uomo ferendola mortalmente al collo e al petto. Infine si è sparato in testa. Le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno confermato che da qualche giorno tra Maurizio e suo padre vi erano frequenti liti, dovute appunto alla decisione del 64 enne di licenziarlo dall’attività di famiglia

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