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Itinerari gastronomici laziali/ Mangiare bene… a Sora

Raffaele Russo, giovanissimo imprenditore della ristorazione, ha fatto de “Il Grottino” un piccolo gioiello. Pesce fresco con ricette da gourmet nell’Alta Ciociaria? Si può. E il conto è contenuto

Mangiare bene, anzi molto bene, a Sora si può. E vi spieghiamo come e perché. Il centro dell’alta Ciociaria è ricco di storia e di tradizione, una porta d’accesso privilegiata al vicino Abruzzo, un tempo importante sul piano industriale e delle infrastrutture. Oggi i segni di un passato illustre ci sono ancora, sul piano turistico il borgo (26mila abitanti) potrebbe avere uno sviluppo notevole se solo qualcuno ci ragionasse abbastanza, sul piano economico gode della presenza residua di un forte polo tessile e di una storica cartiera. Ma non è più stratetica. Per Sora si passa, non si capita per caso. Difficile fermarsi a dormire (le guide segnalano soprattutto qualche albergo votato alla convegnistica), più facile mangiare dignitosamente gustando il senso di una cucina locale che trasuda tradizione e vecchie abitudini. Quello che non ti aspetti è di capitare in un gioiellino della ristorazione piazzato al punto giusto del Lungoliri Rosati, il Grottino. Una location storica (dal 1921) che ha conosciuto in passato vite diverse, come quella di una locanda di sosta per viaggiatori di altri tempi. Spiega Raffaele, venticinque anni, un bivio – superato di slancio – tra un lavoro post-universitario e la sfida imprenditoriale, che il vecchio Grottino era progressivamente andato a fondo, fuori mercato, prima che lui lo rilevasse e lo rilanciasse. Proveniente da una famiglia che fa ristorazione Raffaele gestisce il locale con la fidanzata, è un tipo preparato, colto, informato. Ha le basi per intraprendere con profitto questa attività e l’aiuto del padre per costruire alle spalle del Grottino una solida rete di rapporti e di fornitori. La sua base è Minturno, sul Litorale Pontino, e questo spiega come il punto di forza del locale sia il pesce fresco, ma il valore aggiunto è nella qualità del servizio, nella scelta del regista in cucina, della innovazione nella gestione e nell’approccio con il cliente. Il risultato sono centinaia di recensioni tutte favorevoli e una clientela locale affezionata e costante. Ma c’è chi capita per caso e ne resta preso,colpito. Semplice, essenziale, elegante, la luce giusta, il tratto gentile del giovane che ti viene incontro. Il menù è interessante e intelligente, prevale il pesce offerto in modo vario e accattivante. Si vede dietro la ricerca, lo studio. Anche la carta dei vini è notevole. Una sorpresa, l’acqua è quella del sindaco, liscia o gassata. La seconda sorpresa riguarda la presentazione dei diversi piatti. Decisamente buona, la mano di uno chef che vuole stupire senza esagerare si vede subito e soddisfa lo sguardo. Infine il risultato alla prova-palato: eccellente. Dalla tartare al trancio di tonno, alla panzanella di pesce, tutto perfetto. E’ evidente l’attenzione ai particolari e alla qualità delle materie prime. Ultimo particolare, ma non meno importante, il conto. Assolutamente sotto la media. Sora non è Roma né Cortina, questo è chiaro. Ma dopo aver letto menu e prezzi di altri locali del centro ciociaro bisogna ammetterlo, non c’è partita. Se passate da quelle parti il Grottino merita sicuramente una visita.

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