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La stampa inglese contro Lega e M5S sui vaccini

La stampa inglese contro Lega e M5S sui vaccini. Un commento sul quotidiano britannico Times attacca duramente le due forze politiche al governo analizzando i dati che vedono più che raddoppiati i casi di morbillo nel Regno Unito. In molti casi, sottolinea il quotidiano britannico, si tratta di infezioni contratte durante viaggi in Italia.
L’aumento dei casi di morbillo in Gran Bretagna è una vera e propria «emergenza nazionale» secondo un allarme lanciato da Public Health England due giorni fa. Il Times nel suo editoriale punta il dito contro le «campagne anti vaccini dei partiti populisti italiani Lega e Movimento 5 stelle quando erano all’opposizione». Secondo il quotidiano, in Italia c’è stato un «aumento dei casi di morbillo che dipende da un drastico calo nelle vaccinazioni». L’editorialista prosegue poi paragonando le politiche «anti-scientifiche» di Lega e Cinque Stelle a quelle del Front National di Marine Le Pen o di Donald Trump sul cambiamento climatico. Ironia della sorte, conclude David Aaronovitch, Matteo Salvini «da una parte parla dei rischi di malattie importate dall’Africa e dall’altra porta avanti una politica che ucciderà i bambini italiani».
L’aumento dei casi di morbillo in Gran Bretagna è una vera e propria «emergenza nazionale» secondo un allarme lanciato da Public Health England due giorni fa. Il Times nel suo editoriale punta il dito contro le «campagne anti vaccini dei partiti populisti italiani Lega e Movimento 5 stelle quando erano all’opposizione». Secondo il quotidiano, in Italia c’è stato un «aumento dei casi di morbillo che dipende da un drastico calo nelle vaccinazioni». L’editorialista prosegue poi paragonando le politiche «anti-scientifiche» di Lega e Cinque Stelle a quelle del Front National di Marine Le Pen o di Donald Trump sul cambiamento climatico. Ironia della sorte, conclude David Aaronovitch, Matteo Salvini «da una parte parla dei rischi di malattie importate dall’Africa e dall’altra porta avanti una politica che ucciderà i bambini italiani».

La ricerca di Public Health England risale al mese di maggio ma due giorni fa è stata ripresa sul British Journal of General Practice per rivolgere un appello ai medici della mutua britannici a non sottovalutare «la minaccia del morbillo». Nello studio si sottolinea che i casi nel Regno Unito sono quasi triplicati in un anno, passando dai 247 del 2017 ai 643 in questi primi sette mesi del 2018.

I medici di Public Health non stabiliscono un legame diretto tra il nostro Paese e i contagi di cittadini britannici ma avvertono che «sono a rischio le persone, soprattutto i giovani che frequentano ambienti affollati come concerti e festival, che non hanno ricevuto due dosi di vaccino e chi, non vaccinato, deve viaggiare in Romania e Italia, dove ci sono al momento (lo studio si riferisce al periodo in cui è uscito, ndr) grossi focolai» di morbillo.

Ma i dati a cui si riferisce lo studio, in effetti, non sarebbero aggiornati. «La copertura vaccinale contro il morbillo raggiunge in media in Italia il 92%. In merito all’allarme lanciato in Gran Bretagna, parleremo con le autorità inglesi», ha detto il ministro della Salute, Giulia Grillo. «Sul morbillo – ha sottolineato – proseguiremo il lavoro a tutela della comunità. Infatti, l’alto livello di coperture vaccinali resta l’obiettivo da mantenere ai fini del raggiungimento dell’immunità di gregge. Va però ricordato – ha detto – che in Germania, ad esempio, la copertura vaccinale contro il morbillo è al 97%, eppure non vige l’obbligo vaccinale».

Con la legge sull’obbligo in Italia, ha tuttavia rilevato, «il risultato a livello di coperture vaccinali c’è stato ed è importante. Sul morbillo, però, bisogna lavorare ancora molto: non, tuttavia, applicando sanzioni bensì facendo capire ai cittadini quanto i vaccini siano importanti e quanto sia determinante l’adesione volontaria». Oggi, «se molti cittadini non si vaccinano o non vaccinano i figli è perché hanno dei dubbi legittimi che non stati chiariti dalle istituzioni preposte. È dunque fondamentale potenziare l’informazione e i servizi vaccinali. È chiaro – ha concluso – che in questo modo non si risolve la questione delle frange estreme anti-vaccinali, ma queste riguardano una percentuale ridotta della popolazione».

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