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Thailandia, falliti i tentativi di scavare un cunicolo che porti ai ragazzi

550x190x3840098_1910_thailandia_grotta_cunicolo_jpg_pagespeed_ic_ztAEmO_UtISi affievoliscono le speranze di raggiungere i ragazzi intrappolati nella grotta di Tham Luang in Thailandia con un percorso alternativo alla pericolosa via subacquea. I tentativi di trivellare un cunicolo a circa 200 metri dal gruppo sono falliti. Lo scrive l’inviato del Guardian nel luogo dell’incidente. A questo punto le uniche vie d’uscite restano le gallerie, in parte allagate, della grotte.

È quindi stallo nel disperato tentativo di salvare i ragazzi. «Non sono ancora in grado di immergersi», ha detto il governatore della regione Chiang Rai, in una conferenza stampa in cui era previsto anche il ministro dell’interno che però ha lasciato il sito delle operazioni. «Vogliamo meno rischi e il miglior piano possibile», ha aggiunto escludendo un imminente avvio dell’operazione di salvataggio, nonostante il pericolo di nuove piogge.

Il soccorritore morto. Un sommozzatore thailandese, Samarn Unan, ex uomo del corpo dei Navy Seals di Bangkok, sub volontario è morto durante le operazioni di soccorso. Ad annunciare la morte per mancanza di ossigeno durante le operazioni di rifornimento del gruppo di giovani è stato il coordinatore dei soccorsi sul posto, il governatore Passakorn Boonyalak. In alcune parti della grotta – che si trova a 600 chilometri circa a nord est della capitale Bangkok – comincia a scarseggiare l’ossigeno.

L’ex Seal thailandese impegnato nelle operazioni per il salvataggio è morto per asfissia mentre cercava di tornare indietro dopo aver sistemato bombole di ossigeno nella grotta, ha reso noto il vice governatore della regione di Chiang Rai, Passakorn Boonyalak. Kunan aveva 37 anni. «In un primo momento pensavamo che i nostri ragazzi potessero rimanere a lungo nella grotta. Ma la situazione è cambiata, il tempo ora è limitato», ha dichiarato il comandante dei marines Apakorn Yookongkaew, fra i responsabili del soccorso.

Kunan è già considerato un eroe. Non è ancora chiaro se la morte sia dovuta a carenza di ossigeno durante l’immersione o malfunzionamento della bombola. Una tragedia che ha gettato nello sconforto i soccorritori anche per il recupero dei ragazzi: se un esperto può morire nel difficile tragitto che separa i ragazzi dalla salvezza, preoccupa la possibilità che i giovani, stremati e indeboliti dopo quasi due settimane, riescano a compiere quel trasferimento. Trasferimento che comunque resta «urgentissimo»: «bisogna fare in fretta», è la parola d’ordine che si ripete, tra i soccorritori, davanti all’ingresso della grotta dove in attesa ci sono anche le famiglie disperate che pregano di rivedere presto sani e salvi i loro ragazzi. Il nuovo allarme, oltre al rischio di nuove piogge, è dettato proprio dalla carenza di ossigeno: mentre si cerca di vedere se il nuovo cunicolo possa rappresentare la soluzione, i soccorsi stanno trasportando un tubo nella grotta per pompare aria.

L’ossigeno. Il livello dell’ossigeno nella grotta dove sono intrappolati i ragazzi è sceso al 15%, ben sotto al valore normale del 21%. Lo hanno annunciato i responsabili delle operazioni di soccorso, senza specificare quanta autonomia di respirazione abbia il gruppo intrappolato circa quattro chilometri all’interno. Si continua intanto a lavorare senza sosta nella posa di un tubo lungo, quasi cinque chilometri, che possa immettere ossigeno nella cavità dove sono prigionieri i giovani calciatori. Un cavo telefonico per comunicare con l’esterno corre parallelo al tubo, nella speranza che possa consentire ai ragazzi di parlare con i loro genitori. Il livello d’ossigeno è calato a causa della presenza di centinaia di soccorritori nei cunicoli della grotta. L’ex Navy Seal morto oggi era impegnato proprio nella posa di bombole di ossigeno lungo gli 1,7 chilometri di percorso per raggiungerli dalla base intermedia che i soccorritori usano per i rifornimenti.
Venerdì 6 Luglio 2018 – Ultimo aggiornamento: 20:45

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