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Thailandia, sub muore nella grotta durante i soccorsi ai baby calciatori

550x189x3840098_0819_saman2_jpg_pagespeed_ic_s4QC4YHrO6Un sommozzatore thailandese, Samarn Unan, ex uomo del corpo dei Navy Seals di Bangkok, sub volontario è morto durante le operazioni di soccorso nella grotta allagata che tiene in trappola da 12 giorni 12 giovani calciatori e il proprio allenatore.

Ad annunciare la morte per mancanza di ossigeno durante le operazioni di rifornimento del gruppo di giovani è stato il coordinatore dei soccorsi sul posto, il governatore Passakorn Boonyalak.
In alcune parti della grotta comincia a scarseggiare l’ossigeno.

L’ex Seal thailandese Saman Kunan impegnato nelle operazioni per il salvataggio dei ragazzi intrappolati in una grotta del nord del paese è morto infatti per asfissia mentre cercava di tornare indietro dopo aver sistemato bombole di ossigeno nella grotta, ha reso noto il vice governatore della regione di Chiang Rai, Passakorn Boonyalak. Kunan aveva 37 anni. «In un primo momento pensavamo che i nostri ragazzi potessero rimanere a lungo nella grotta. Ma la situazione è cambiata, il tempo ora è limitato», ha dichiarato il comandante dei marines Apakorn Yookongkaew, fra i responsabili del soccorso.

Nel frattempo si sta cercando una via alternativa con una squadra di alpinisti arrampicatori musulmani specilizzati nella ricerca di nidi su alberi delle foreste pluviali. Il timore che il monsone in arrivo sabato debba interrompere le operazioni di soccorso sta costringendo le squadre ad un super lavoro.

Intanto il livello dell’ossigeno nella grotta dove sono intrappolati i ragazzi è sceso al 15%, ben sotto al valore normale del 21%. Lo hanno annunciato i responsabili delle operazioni di soccorso, senza specificare quanta autonomia di respirazione abbia il gruppo intrappolato circa quattro chilometri all’interno. Si continua intanto a lavorare senza sosta nella posa di un tubo lungo, quasi cinque chilometri, che possa immettere ossigeno nella cavità dove sono prigionieri i giovani calciatori. Un cavo telefonico per comunicare con l’esterno corre parallelo al tubo, nella speranza che possa consentire ai ragazzi di parlare con i loro genitori. Il livello d’ossigeno è calato a causa della presenza di centinaia di soccorritori nei cunicoli della grotta. L’ex Navy Seal morto oggi era impegnato proprio nella posa di bombole di ossigeno lungo gli 1,7 chilometri di percorso per raggiungerli dalla base intermedia che i soccorritori usano per i rifornimenti.

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