| categoria: editoriale, Il Commento

Quella maglie rosse esibite. Che pericolosa ipocrisia

Magliette rosse esibite per rappresentare solidarietà ai migranti, che ipocrisia. Ma gli italiani sono fatti così, spesso non riflettono e i media stanno bene attenti a non aprire loro gli occhi. Si riempiono la bocca e il cuore di slogan, iniziative, manifestazioni, gesti e rituali. Basta la parola d’ordine giusta e scattano in molti. E’ comodo, peraltro, scarica le coscienze e fa andare a letto più sereni e con la convinzione del compito fatto. Senza pensare che alcune prese di posizione sono pericolose – non diremo sbagliate – e soprattutto in linea con la assoluta libertà di espressione necessitano di modi, tempi e luoghi giusti. Quei docenti che si sono presentati in maglietta rossa agli esami di maturità, violando – loro in quel momento pubblici officiali – un paio di regole fondamentali. Hanno fatto politica in sede d’esame, come componenti di commissione ministeriali hanno fatto inconsapevolmente un atto di possibile intimidazione nei confronti dei maturandi. Non certo un comportamento esemplare. Ma questi atti di goliardia vengono tollerato, magari sotto sotto condivisi. Certo il messaggio lanciato attraverso i social era autorevole, veniva da un ben preciso settore della cosiddetta società civile, la cui opinione si può condividere o meno. ‘Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità. Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà’. Era l’invito di Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, ANPI e dal giornalista Francesco Viviano per il 7 luglio. “Rosso – si legge nell’appello di Libera, l’associazione di Don Luigi Ciotti – è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori”. Legittimo, si diceva, anche se inevitabilmente trasformato in messaggio politico e giocato sul piano mediatico dai diversi personaggi che su questo tipo di campagne – pro o contro – giocano la maggior parte del loro consenso. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha indossato la maglietta rossa all’assemblea del Pd , e così anche Martina e il presidente del Pd Matteo Orfini, nonché molti membri dell’assemblea. Con seguito di feed-back ironico via Facebook da parte di Salvini: Ironia di Salvini. “Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…”. Retorica, esibizionismo, strumentalizzazione, scarico delle coscienze. Ipocrisia, abbiamo scoperto che un italiano su tre non riesce a resistere alla crisi, per loro niente maglietta di qualche colore? Niente mobilitazione? Niente pressione simbolica su chi governa? Niente colletta, raccolte di fondi, iniziative di sostegno a tappeto? L’Italia non sa scaldarsi per una politica industriale fallimentare, per le fabbriche chiuse, per i lavoratori a spasso, per la tensione che si taglia a fette in ogni piazza? Certo è molto più facile lasciare la mano alla retorica sindacale, ai cortei, agli scioperi che piazzarsi sotto casa di Di Maio. Ma siamo fatti così. Meglio dare generica solidarietà (anche con magliette firmate, naturalmente) ai migranti e alle vittime dell’esodo. Che stanno lì, lontano da noi, simboli ma non persone reali. La Boldrini, la Cirinnà, la Bindi, Martina e Zingaretti a quanti piccoli migranti hanno dato ospitalità a casa loro? E chi di loro si occupa quotidianamente delle migliaia di migranti minori misteriosamente spariti dai radar nel nostro paese? Troppo semplice limitarsi a sfoggiare delle magliette rosse una volta ogni tanto. Per creare una coscienza… agli altri

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