| categoria: sanità Lazio

IL CASO S.LUCIA/ Fondazione-Regione, tregua armata

IMG-20180710-WA0000SVILUPPI/ Fissato un tavolo di concertazione il 23 luglio

Tra la Fondazione Santa Lucia Irccs e laqe Regione Lazio è quasi tregua, almeno fino al 23 luglio. L’assessore alla sanità, Alessio D’amato ha stabilito questa data per un primo tavolo di concertazione che possa mettere d’accordo le esigenze dei decreti firmati dal commissario ad acta Zingaretti con quelli di una realtà aziendale come l’Istituto di via Ardeatiina che rischia di dover abbandonare pazienti con gravi patologie neurologiche e parte degli 800 dipendenti che “oggi impiega con regolari contratti riconosciuti dal CCNL”, come ha specificato il direttore generale Edoardo Alesse nel corso di una audizione davanti alla Commissione Sanità della Regione . Si tende a ridurre il contenzioso ad una mera questione amministrativa (le decisioni del 4 luglio sul Santa Lucia in base alle quali posti letto sono stati riconfigurati a 116 con codice 75, 162 con codice 56 – Riabilitazione funzionale intensiva- e 42 con codice 28 -Recupero spinale) quando in realtà la questione è di strategia sanitaria e di politica della programmazione regionale. Il S.Lucia ricopre un ruolo centrale in questo ambito nel campo della neuro riabilitazione (post coma, post ictus, Parkinson, Sclerosi Multipla, lesioni del midollo spinate, malattie n eurodegenerative) ed è obiettivamente insostituibile. A rivendicare il ruolo della politica, diverso dalle aule dei tribunali, si è mobilitato compatto tutto il centro destra che in Regione è all’opposizione, da Antonello Aurigemma a Stefano Parisi, Massimiliano Maselli a Angelo Tripodi allo stesso Pino Simeone, presidente della commissione che ha immediatamente colto l’urgenza di convocare l’audizione tra le parti in causa. “Siamo preoccupati – ha spiegato ancora Edoardo Alesse – rispetto a questa riconfigurazione e chiediamo un differimento dei termini a 180 giorni per fare anche in modo che la giustizia amministrativa si possa esprimere. Noi siamo disponibili al dialogo ma questo provvedimento é un fulmine a ciel sereno, non nel contenuto ma nella tempistica”. Ed è proprio sulla tempistica che l’assessore alla sanità ha colto l’opportunità per un congelamento della situazione, aprendo alla possibilità della proroga sebbene ammonendo ripetutamente che la Regione si esprime attraverso atti e che quindi la Fondazione dovrà fare istanza motivata per richiedere la posticipazione dei termini. L’equilbrio politico in Consiglio regionale è precario e si regge su un tacito accordo con l’opposizione. L’esasperazione del caso-S.Lucia potrebbe far saltare l’intesa e creare problemi alla maggioranza di governo. Quindi prudenza per tutti. Anche perché gli effetti di una posizione intransigente si rifletterebbero sul quadro generale della sanità laziale: “Il dimezzamento imposto dalla Regione Lazio ad una struttura di eccellenza nel campo della riabilitazione, rischierebbe di ripercuotersi sugli oltre duemila pazienti che vengono a curarsi nel centro di via Ardeatina da ogni parte d’Italia”, ha ricordato Alessse .
“La decisione sui posti letto del Santa Lucia nasce oltre 2 anni fa – ha argomentato dal canto suo Alessio D’Amato davanti alla commissione – con l’avvio del procedimento a seguito del nuovo fabbisogno decretato a livello regionale. Secondo il Decreto ministeriale 70 il fabbisogno regionale di posti letto codice 75 (ovvero con Riabilitazione per gravi celebrolesioni, ndr) e’ di 116 posti letto per il Santa Lucia. Sempre per i codici 75 abbiamo effettuato un calcolo che ha poi portato ad un fabbisogno superiore di 177 posti letto e che riguarda tutte le strutture regionali, un conteggio tecnico basato sulle giornate di degenza erogate in tutte le strutture del Lazio e la mobilita’ dei cittadini del Lazio in altre regioni” . “La Fondazione Santa Lucia- ha aggiunto D’Amato- e’ l’unico soggetto a non aver sottoscritto un accordo contrattuale con il sistema sanitario regionale. Questo e’ un elemento sostanziale nel rapporto che vi e’ tra sistema sanitario e questa importante struttura. Non entro nel merito delle ragioni ma questo elemento oggettivo rappresenta, anche a seguito di numerose sentenze del Consiglio di Stato, un vulnus e un elemento importante nel sistema di erogazione di servizi con fondi pubblici”. Adesso si cerca una via d’uscita e la crisi è congelata. Sullo sfondo c’è sempre il contenzioso milionario sul credito che il S.Lucia rivendica nei confronti della Regione. Rinuncia e ci metteremo d’accordo, sembra suggerire qualcuno. . L ’audizione si è conclusa con la presa d’atto della disponibilità dell’Assessore a valutare positivamente una richiesta di differimento dei termini di attuazione del Decreto del Commissario ad Acta, che dovesse essere presentata dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS. Vincerà la ragionevolezza?

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