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Se l’egoismo dei giudici è ostacolo alla giustizia

Prima che passi a tutti di mente, una piccola riflessione in tema di giustizia. Prima che il dibattito sui giornali e nei circoli della politica si fissi sui risultati delle mini elezioni appena consumate dagli oltre 9mila giudici italiani sono chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Consiglio superiore della magistratura e cioè i 16 consiglieri togati: 2 magistrati della Cassazione, 4 pm e 6 giudici di merito. Un appuntamento che condizionerà le prossime decisioni su politica, carriere e provvedimenti disciplinari. La categoria finge di indignarsi per la polemica rovente innescata dal sottosegretario leghista alla Giustizia Jacopo Morrone, con il suo auspicio che in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, soprattutto quelle di sinistra. E che avrà il suo seguito il 19 luglio, quando il Parlamento in seduta comune dovrà per eleggere gli otto consiglieri laici, scegliendoli tra professori universitari e avvocati. Tutti gli occhi degli addetti ai lavori (non certo quelli dell’opinione pubblica, della gente comune) sono su questo scenario, ci si interroga su come potranno cambiarei rapporti di forza tra i gruppi all’interno del Csm. Innanzitutto perché la maggioranza dei laici, tra i quali sarà scelto in seguito il vicepresidente, sarà indicata dai partiti che sostengono il governo, M5S (che nell’attuale Csm ha un solo consigliere) e Lega (ora priva di rappresentanti). E poi perché alle elezioni dei togati ha partecipato per la prima volta Autonomia e Indipendenza, l’ultima nata tra le correnti della magistratura, e il suo leader Piercamillo Davigo. Ecco fermiamoci qui. Francamente stiamo confondendo gli interessi di alcune migliaia di magistrati con quelli del paese, dei cittadini, dei milioni di italiani che nel bene e nel male hanno a che fare con la giustizia. Sono fatti loro, dei magistrati, degli avvocati, la politica – perché di questo si tratta – deve restare fuori. Ed invece per un sottosegretario ruspante che alla maniera leghista butta lì una frase di troppo tutti fingono di scandalizzarsi. Ne fanno un fatto di lesa maestà. Loro sono categoria, classe a parte, sopra ogni cosa. I loro problemi sono carriere, stipendi, pensioni, ferie, personale. E tutto questo dipende dalla politica. Ma in parlamento ci sono magistrati ed avvocati in gran quantità. E i capi delle Procure sono sensibili al potere politico, basta che nel gioco delle parti nessuno si faccia veramente male.
A farsi male è il cittadino, maltrattato dagli avvocati-padroni, dai giudici e dai pm distratti, stressati, sovraffaticati, che considerato l’utente una pratica fastidiosa da sbrigare prima di pranzo. Saremo contenti quando il mondo della giustizia invece di pensare a sé stesso, a vivere in un clima di assurda auto referenzialità, litigherà fino alla morte e si indignerà, sciopererà, si incatenerà davanti ai tribunali perché la giustizia non funziona, è nemica, punitiva, cieca, sorda, stupida in tante occasioni. E’ vergognoso leggere e pubblicare il chiacchiericcio e le esternazioni indignate di una casta che pensa solo a se stessa e non accetta critiche.

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