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VETI INCROCIATI SU BICAMERALI, RESTA IMPASSE SU NOMINE

Non si sblocca nella maggioranza il dossier nomine nelle società partecipate e nelle commissioni bicamerali. Nonostante le rassicurazioni che arrivano da palazzo Chigi sulla «sintonia» tra Lega e M5s, i vari dossier restano appesi ad un complicato gioco ad incastro che blocca tutte le partite aperte, dalla Rai alla Cassa depositi, passando per le presidenze delle commissioni parlamentari. Ieri il Tesoro ha lasciato cadere la finestra per la presentazione delle liste dei candidati in corsa per i vertici di Cdp: il cerchio sembrava essere chiuso attorno al nome di Marcello Sala, caldeggiato dal Carroccio, per la carica di amministratore delegato dopo che le fondazioni avevano già a inizio giugno messo a punto i loro candidati indicando Massimo Tononi alla presidenza che spetta loro per statuto. Ma oggi rumors parlano di un ritorno in auge di Fabrizio Palermo, manager interno alla Cdp e apprezzato dai 5 stelle mentre il Tesoro preferirebbe Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei su cui ci sarebbe l’apprezzamento sia della Lega sia del M5s. Una mediazione potrebbe portare alla nomina di Sala come ad e a quella di Palermo come direttore generale, ma tutto al momento sarebbe fermo. Al punto che non solo si potrebbe procedere alle nomine direttamente all’assemblea convocata il 13 luglio ma addirittura si rischia uno slittamento ad agosto. A tardare le scelte c’è soprattutto lo stallo che si è creato in Parlamento per la scelta delle presidenze delle bicamerali e alle giunte delle elezioni e delle immunità che influiscono sulle nomine in Rai che a loro volta dovranno essere bilanciate da quelle in Cdp. Dopo lo stop del Pd che, in assenza di un accordo tra maggioranza e opposizione, si è rifiutato di indicare i propri componenti, oggi è stato deciso di rinviare al 18 luglio la costituzione delle commissioni. Lo slittamento è stato però organizzato in modo tale da affrontare la questione delle presidenze al Copasir e alla Vigilanza a ridosso del voto sul Cda Rai. Il Pd darà entro il 16 i nomi dei suoi componenti e mercoledì 18 si riuniranno alle 9 la Vigilanza; alle 10 il Copasir e poi alle 11 l’Assemblea eleggerà i componenti del Cda Rai. Quindi nel pomeriggio le Giunte delle elezioni e delle immunità del Senato e quelle della Camera. Un particolare di non poco conto perché, secondo le indiscrezioni, mentre sarebbe stata risolta politicamente la questione sul Copasir, che verrebbe assegnata al Pd e non a Fdi come sembrava, si sarebbero creati nuovi problemi sulle Giunte. In particolare il Pd vorrebbe che venisse confermata a Dario Stefano la presidenza della Giunta per le Immunità del Senato cosa che Fi vede come fumo negli occhi perché fu quella che decise la decadenza di Silvio Berlusconi. Anche Fratelli d’Italia è sul piede di guerra: sfumata la presidenza del Copasir si dovrebbe accontentare della giunta per le elezioni della Camera, «poltrona» che per altro già aveva nella vecchia legislatura. A Forza Italia resterebbe invece la caldeggiata presidenza della Vigilanza Rai

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