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MAFIA/ Blitz contro i Casamonica, 37 arresti

«È la famiglia più pericolosa d’Italia, perché sono degli animali che squartano le persone, lo sanno tutti, sparano in testa veramente perché so zingari, so tanti, sono dappertutto». Chi ha paura dei Casamonica? Tutti quelli che, in un modo o nell’altro, ci hanno avuto a che fare. E’ una parte delle verità contenute nelle intercettazioni che hanno portato all’arresto di 33 elementi di una delle famiglie criminali più potenti d’Italia, una descrizione che per gli investigatori calza a pennello. Il blitz scattato all’alba non è concluso, altri quattro banditi sono ricercati su input della Dda capitolina tra Roma, Reggio Calabria e Cosenza. Ed è proprio l’inchiesta della Procura capitolina a tracciare una strada netta: quella che dalla periferia romana porta direttamente nel cuore della ‘Ndrangheta.
Estorsioni, fiumi di droga e di soldi. Ville, auto di lusso, terreni. Il Comando provinciale di Roma dell’Arma ha impiegato 250 uomini: i membri del clan sono accusati dai giudici romani di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico di droga, all’estorsione, all’usura. Reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso. Al vertice del clan Giuseppe Casamonica, uscito da poco dal carcare dopo una detenzione di 10 anni. Con lui in cella è finito anche Domenico Spada, detto Vulcano, pugile italiano della categoria dei pesi medi, membro dell’omonima famiglia che comanda a Ostia, con ramificazioni che arrivano fino a Castelli Romani: i carabinieri hanno sequestrato anche la sua palestra a Marino.

Un gruppo «strutturato» e fortemente unito anche per il vincolo di sangue tra gli affiliati, capace di stabilire solidi legami con le famiglie più influenti della ‘ndrangheta calabrese. Il gruppo aveva una “roccaforte” nella zona di Porta Furba, a in zona Appia a Roma, e ramificazioni nelle periferie difficili del Tuscolano come Romanina e Tor Vergata e poi nel litorale di Ostia. Un’organizzazione di «difficile penetrazione» per gli inquirenti anche per la lingua che utilizza, un dialetto sinti che non molti sono in grado di interpretare.

I PENTITI Ma a quanto pare sono stati proprio questi legami a indurre qualcuno a ribellarsi. Sono due i collaboratori di giustizia, tra cui una donna interna alla famiglia Casamonica, che hanno fornito elementi utili alle indagini dei carabinieri. Il primo “pentito” del clan è la ex compagna di Massimiliano Casamonica, fratello di Giuseppe, ritenuto il capo dell’ associazione. La donna non sarebbe stata mai bene accetta e avrebbe subito comportamenti che abitualmente il gruppo riservava agli estranei. Fuggita di casa dopo che di fatto sarebbe stata tenuta in stato di segregazione dalle altre donne della famiglia, ad accudire i figli, ha deciso di collaborare. Ora la donna, che ha meno di 40 anni, gode di un programma di protezione. L’altro collaboratore è un uomo, un calabrese residente da anni a Roma, che per il gruppo avrebbe curato interessi legati al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

«Simone io sono non alla frutta, di piu! Cioè io non so cosa fare… io non posso più campare, sono assediato da 20 persone, a tutti ho detto di aspettare un pò, nessuno aspetta». Così il conduttore Marco Baldini si rivolge a Consiglio Casamonica (detto Simone), in una intercettazione del novembre del 2015 citata nell’ordinanza di custodia cautelare. Baldini prosegue affermando: «Mi ha detto ‘non me ne frega un cazzo, trovalì. Cioè io così non posso fare, proprio non ce la faccio ma non sto parlando di te, ero assediato, non fila più nessuno e mi vengano tutti addosso Simone. Tutti, una violenza impossibile ed inimmaginabile». Casamonica replica: «lo so, io è una settimana che mi sto a segnà, quello che potevo l’ho rifatto, mica posso darli io». Baldini conclude: «ma se si tratta di poca roba, io la prossima settima ce l’ho. Tipo 3 mila, 4 mila, 5 mila posso anche avere…la prossima settimana ma di più non riesco». E tra i nomi eccellenti dei “clienti” del clan c’è anche quello del figlio del regista Franco Zeffirelli.

Sono state arrestate nel pomeriggio le ultime due donne del clan – in totale 13 – colpite da misura cautelare in carcere, alle quali viene contestato anche l’art. 416 bis C.P., per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata «Clan Casamonica», e ritenute responsabili, in concorso agli altri arrestati, e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di ulteriori reati, gli stessi contestati alò resto degli indagati. Le donne sono state rintracciate e fermate, nel primo pomeriggio, all’interno del centro commerciale Cinecittà2.

Sotto sequestro la discoteca Marylin a Testaccio e il ristorante “Snob Fish” tra Campo de’ Fiori e il Pantheon. Oltre al centro estetico “Femme Fatale” al Tuscolano. Nella sfera di interessi del clan era finito anche l’Om Club di via di Libetta, di cui Giuseppe Casamonica era riuscito a divenire socio occulto. Durante le perquisizioni, inoltre, sono stati sequestrati 50 mila euro in contanti tutti in “blocchetti” da 5mila euro, conti correnti, 20 automobili e una quindicina di Rolex di cui i membri del clan sono appassionati. E poi quattro case popolari, in via Lisbona a Ciampino, in via dl’Acqua Marcia a Pietralata, in piazza Gasparri a Ostia e in via Luigi Guerra a Cinecittà, tutte occupate abusivamente; quella a Pietralata occupata dopo essere state estorta ai legittimi assegnatari come restituzione di debiti contratti con la famiglia.

LE REAZIONI Immediate le reazinoi del mondo politico. «Bene operazione Carabinieri contro clan Casamonica. Ringrazio Comando generale Roma. Ancora una volta insieme per dire #FuorilamafiadaRoma #nonabbassiamolosguardo», ha commentato su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

«Gli arresti contro il clan Casamonica sono un duro colpo alla criminalità organizzata. Complimenti al Comando provinciale Carabinieri e alla direzione distrettuale antimafia della procura di Roma per il lavoro svolto contro una piaga della nostra città», scrive su Twitter il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. ​

«31 arresti per mafia, spaccio di droga e usura di esponenti del clan dei Casamonica (quelli chi mi avevano minacciato) con 250 Carabinieri al lavoro da stanotte: grazie la mafia mi fa schifo, vinciamo noi», scrive su Twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

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