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Processo Raggi, “Nomina Marra corretta ma era meglio evitare”

“Non potevo desumere dalle carte in mio possesso, in merito alla vicenda nomine, se c’erano situazioni nella parte istruttoria dell’acquisizione dei curriculum, che andavano contro la normativa, perché il dipartimento del personale mi ha riferito di non aver svolto alcuna funzione discrezionale. Non avevo motivo di dubitare delle parole della sindaca”. È quanto ha riferito in aula da Maria Rosa Turchi, viceresponsabile anticorruzione del Comune di Roma, sentita come testimone nel processo che vede imputata il sindaco, Virginia Raggi, per l’accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale Raffaele, a capo della direzione Turismo del Campidoglio.

Nel corso dell’audizione, alla quale era presente anche la Raggi (nel giorno del suo 40esimo compleanno), la funzionaria ha ricostruito le varie fasi della vicenda che risale all’autunno del 2016. “Io facevo da tramite tra l’amministrazione comunale e l’Anac – ha spiegato davanti al giudice monocratico -. Chiesi chiarimenti alla sindaca e al dipartimento del personale. Inviai la documentazione con una mia relazione all’Autorità”.

Il testimone dell’accusa ha aggiunto di sapere “che Raffaele Marra era fratello di Renato ma, a quanto appresi, la procedura di raccolta dei curriculum e il loro invio alla sindaca per la scelta era stata formalmente corretta. La nomina fu una decisione della sindaca, presa dopo aver sentito gli assessori e i presidente dei municipi. Raffaele Marra si limitò ad una attività meramente compilativa senza nessun suo intervento discrezionale”.

Alla domanda del pm Francesco Dall’Olio sul perché la dirigente abbia preso atto delle risposte dei suoi interlocutori senza effettuare ulteriori approfondimenti, Turchi ha risposto che “il responsabile anticorruzione, non ha poteri investigativi. Oggi sono convinta che sarebbe stato meglio evitare qualunque tipo di implicazione possibile”, in tema di conflitto di interesse, “perché le cautele, sul fronte anticorruzione, non sono mai sufficienti”.

Sul banco dei testimoni ora sarà la volta dell’ex assessore al Commercio e Turismo di Roma, Adriano Meloni, sotto il quale Renato Marra andò a lavorare nella nuova direzione. La prossima udienza è fissata per martedì 24 luglio alle ore 9. Quel giorno oltre a Meloni, saranno ascoltati anche il suo capo staff, Leonardo Costanzo, e il responsabile del personale del Campidoglio, Antonio de Santis.

Appuntamento, quello della prossima settimana, importante anche per la difesa della sindaca che dovrà produrre una memoria scritta riguardo a eventuali elementi, in particolare intercettazioni e chat del pubblico ministero, che la difesa della prima cittadina non ritiene debbano essere acquisiti.

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