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Thomas Jefferson ed Epicuro: un legame molto stretto

EPICUROPolitico, scienziato e architetto statunitense, Thomas Jefferson è stato il terzo Presidente degli Stati Uniti d’America ed è considerato uno dei padri fondatori della nazione. Jefferson è un intellettuale poliedrico che ebbe una formazione estesa sia nel campo scientifico che in quello umanistico, di formazione illuminista non nascose la sua ammirazione per Epicuro, il filosofo greco che fondò ad Atene la scuola filosofica che divenne famosa col nome di giardino (képos). Qual è il legame molto stretto che intercorre tra Thomas Jefferson ed Epicuro? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Thomas Jefferson ed Epicuro: alla ricerca della felicità

Non possiamo negare che la nostra società e la civiltà umana sia sempre stata alla continua ricerca della felicità: si tratta di un diritto primario, come recita la stessa Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, promulgata nel 1776 e scritta da Thomas Jefferson. La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti è il documento che ha segnato la nascita e l’indipendenza di tale federazione, siglato il 2 luglio 1776 e reso effettivo la sera del 4 luglio 1776.

Jefferson era un libero pensatore: una personalità poliedrica, ma a differenza di Epicuro che nel suo “Giardino” ammetteva schiavi e donne era uno schiavista e sessista e riteneva che il diritto alla felicità fosse riservato solo agli uomini bianchi. Si definiva un «epicureo» e con questo attributo rimandava al diritto a godere dell’esistenza e di perseguire i piaceri, anche perché per Thomas Jefferson la felicità terrena di ogni individuo contribuisce alla felicità dell’umanità nel suo complesso. Lo stesso Epicuro ritiene che non può esistere la felicità senza il piacere, non esiste essere umano che non compia le proprie scelte in base al piacere che offrono. “Il piacere non è diverso dal vivere, è il vivere stesso, e la nostra sensibilità tende a mantenere lo stato naturale di benessere”, afferma Epicuro. Conoscere la felicità e la pace del corpo grazie alla soppressione delle ansie, raggiungere uno stato di tranquillità interiore: ecco la vera essenza dell’epicureismo. Il raggiungimento della serenità aiuta il corpo umano a non soffrire e l’animo a essere sereno. La ricerca della felicità, concepita dalla scuola di Epicuro e ripresa da Jefferson, non ha nulla a che vedere con la concezione della felicità di tipo intellettuale, alla base della filosofia di Socrate.

Edonismo ed il piacere: i fondamenti dell’etica di Epicuro

Il padre dell’Epicureismo sosteneva che “Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici. Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice”. Questa è l’essenza dell’edonismo ed il sommo bene è il piacere (ἡδονή, edonè), il quale può essere suddiviso in due tipologie:

  • cinetico o dinamico, si tratta di un piacere transeunte, che dura per un istante e lascia poi ogni uomo più insoddisfatto di prima. Si tratta di una serie di piaceri cinetici legati ad un appagamento del corpo.

  • catastematico o statico, inteso come piacere durevole nel tempo. Esso coincide con la completa soddisfazione del desiderio, che viene scisso in naturale e in quello non necessario. Soltanto i primi possono e devono essere integralmente soddisfatti, secondo il filosofo greco, mentre gli altri non possono mai essere soddisfatti completamente e si accompagnano sempre al dolore.

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