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TURISMO CONGRESSUALE CRESCE E PUNTA SUI MUSEI

Il turismo congressuale in Italia cresce e punta sempre più sui musei, ma frenano gli eventi internazionali. Lo dice l’indagine dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, presentata a Torino da Federcongressi&eventi, alla presenza della presidente Alessandra Albarelli e del vicepresidente Gabriella Gentile. La presentazione è stata organizzata da Turismo Torino e Provincia con la collaborazione della Camera di commercio di Torino. Sono stati quasi 400 mila i congressi (398.286) nel 2017, il 2,9% in più del 2016. Quelli internazionali sono soltanto il 7,9% e registrano un calo del 2% rispetto al 2016. I partecipanti sono stati lo scorso anno 29.085.493 (+3,2%), le presenze 43.376.812 (+1,6%) e la durata è stata pari a 559.637 giornate (+2,8%). Convention, meeting, lanci di prodotto promossi dalle aziende rappresentano il 64% degli eventi (56,5% nel 2016 e 55,4% nel 2015). Gli eventi aziendali – sottolinea Roberto Nelli – continuano a crescere spinti dalla ripresa economica e da un crescente clima di fiducia delle imprese. Sembrano trarne vantaggio non solo gli alberghi congressuali, nei quali i partecipanti agli eventi aziendali sono aumentati in un anno di 8 punti percentuali, ma anche i centri congressi (+11%)«. Le associazioni (in particolare medico-scientifiche) sono il secondo promotore di eventi, ma continua a diminuire il peso percentuale sul totale (25,5% contro il 31,6% del 2016 e il 34,8% del 2015). Terzo promotore sono gli enti e le istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale (9,9% degli eventi, 14,1% dei partecipanti e 14,4% delle presenze). La maggior parte degli eventi (56,9%) ha una dimensione locale – con partecipanti (relatori esclusi) provenienti soprattutto dalla stessa regione – ma aumentano gli eventi nazionali (35,2%). È il Nord l’area geografica che attrae di più i congressi ma anche quella che dispone del maggior numero di sedi nelle quali organizzarli. Dei 398.286 eventi rilevati dall’Osservatorio, oltre la metà (56,7%), con un incremento del 3,3% sul 2016, si è svolta nelle regioni settentrionali dove si concentra ben il 52,5% delle sedi, ma è costante la crescita del Sud e delle Isole (+4,8% nel 2016 e +1,3% nel 2017). Per quanto riguarda la location, gli alberghi mantengono la maggiore quota di eventi (67,9%), ma rallentano la crescita, mentre aumenta il peso dei centri congressi e dei musei, usati soprattutto per eventi aziendali. Nei 119 musei considerati si stima che gli eventi ospitati siano stati 4.016 per complessivi 442.403 partecipanti, con un aumento rispettivamente dell’1,9% e del 4,2% rispetto al 2016. In calo invece eventi ospitati dalle arene (-1,6%) e dalle dimore storiche (-1,5%). »Conoscere i dati di chi fa eventi e congressi in Italia ci spinge a una riflessione che ha bisogno di risposte urgenti da parte delle istituzioni«, commenta Albarelli. »L’andamento positivo del settore indica che le imprese della meeting industry sono competitive, pronte a fornire soluzioni di estrema qualità e professionalità. La flessione, però, delle associazioni internazionali che scelgono l’Italia per i propri congressi è un dato che richiede interventi ad hoc«.

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