| categoria: editoriale

Nel segno di Marchionne, Il futuro della Fca? Una incognita

Fulmine a ciel sereno? Pare proprio di sì. Una soluzione rapida, in puro stile americano. La vecchia Fiat non c’è più d’altra parte. E’ vero, non è più la storica azienda degli Agnelli, odiata ed amata. Ma è sempre un pezzo d’Italia, anche se la sede è fuori dai confini nazionali e le macchine si vendono in America. Se vengono convocati d’urgenza i cda di Fca, Ferrari e Cnh Industrial un motivo ci deve essere, e serio, come si è dimostrato. Il mitico Marchionne non può più guidare il gruppo, sta male e peggiora. Assente dalle scene da un mese per una delicata operazione, Marchionne è stato sostituito in pochi minuti da Mike Manley, il capo dei marchi Jeep e Ram. Non c’è più un numero uno italiano, ma tanto d aun pezzo la Fca parlava solo inglese. L’ultima sua uscita pubblica è datata 26 giugno 2018 a Roma durante la cerimonia di consegna all’Arma dei carabinieri di una Jeep Wrangler. Ai presenti il manager è apparso molto affaticato nei movimenti e nell’eloquio. Dopo questo evento – in cui Marchionne ha fatto discutere per aver apertamente appoggiato la politica dei dazi di Donald Trump sulle auto – non ci sono state più sue notizie. Secondo indiscrezioni ora si trova in una clinica in Svizzera, dove si è sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Un portavoce di Fca, interpellato in merito, aveva precisato che Marchionne si era operato alla spalla destra ed era in fase di recupero. Marchionne, che ha 66 anni, aveva detto di volersi ritirare nel 2019. L’addio prematuro di Marchionne potrebbe essere un duro colpo per Fiat Chrysler. L’ad ha salvato la Fiat dal potenziale collasso più di dieci anni fa e in seguito ha guidato la acquisizione di Chrysler, che probabilmente non avrebbe ricevuto il sostegno del governo degli Stati Uniti dopo la bancarotta del 2009 senza il coinvolgimento del partner italiano. Fiat Chrysler e Ferrari condividono un azionista di controllo: Exor NV, la holding di John Elkann, che controlla anche CNH Industrial NV, produttore di camion e trattori di cui Marchionne è presidente. Siamo ormai freddi nei confronti di questo colosso nato dalla vecchia Fiat. Ci è estraneo. Ma l’uscita di scena di Marchionne, con il quale tutti ci eravamo abituati a convivere, è sempre uno shock.

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