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Totonomi Rai: Giordano, Gabanelli Sciarelli, Matano. Una donna alla presidenza

La «battaglia» infuria sotto la tranquillità apparente. All’indomani della fumata nera del vertice a Palazzo Chigi, si naviga a vista sulle nomine dei vertici Rai. La deadline resta quella di venerdì quando il Cdm potrebbe dare il via libera ai futuri ad e presidente di Viale Mazzini. Ma, finora, nessun candidato può dirsi ancora sicuro della vittoria, a cominciare da Fabrizio Salini, appoggiato da Luigi Di Maio e favorito per la poltrona di ad. Nelle ultime ore, infatti, la Lega sembra frenare virando su una soluzione interna, che ha il profilo di Marcello Ciannamea, attuale direttore dei palinsesti. Salini, si fa notare in ambienti parlamentari vicini alla Lega, è anche manager della «Stand by me» società di produzione di Simona Ercolani della quale deterrebbe una piccola quota. Con il rischio, quindi, di un conflitto di interessi. Alla presidenza è la stessa normativa – secondo la quale i due terzi del Cda devono essere femminili – a portare Lega e M5S alla ricerca di una donna anche se l’identikit, con Giovanna Bianchi Clerici in discesa, è ancora da trovare.

Nel pomeriggio gira anche il nome Giovanni Minoli che Pd e FI (il primo più degli azzurri, che restano in attesa di vedere come evolve la trattativa) avrebbe intenzione di proporre in Vigilanza per mettere sotto scacco M5S e Lega visto che, per l’ok sono necessari i 2/3 della commissione. Ma è soprattutto la partita dei direttori di Rete e dei Tg a rallentare la trattativa. La Lega punta forte sul Tg1, sul quale, invece il M5S, da primo partito, non ha alcuna intenzione di cedere. Nel caso Salvini la spuntasse a guidare la rete ammiraglia potrebbero essere Gennaro Sangiuliano o Mario Giordano. Il M5S virerebbe invece su Peter Gomez o Milena Gabanelli, sebbene la disponibilità di quest’ultima sia tutta da verificare. La direzione del Tg2 è legata a quella del Tg1 mentre per il Tg3, che dovrebbe restare nell’orbita del centrosinistra, si fanno i nomi di Federica Sciarelli e Alberto Matano. «Stiamo scegliendo le persone migliori, sganciate dalle logiche dei partiti», assicura Salvini. «Noi valutiamo i profili, non mettiamo i compagni, gli fa eco Di Maio.

Le opposizioni, però, in Parlamento salgono in trincea e oggi il presidente della Vigilianza Alberto Barachini annuncia che chiederà l’audizione dei ministri Di Maio e Tria. »Chiederemo il rispetto delle regole«, avverte Barachini mentre il Pd parla di »ingerenza e abuso di potere«. Venerdì, intanto, potrebbe essere anche il giorno dei vertici di Gse e Autorità per l’energia. Per la prima è quasi certa la scelta di Luca Dal Fabbro, voluto dal M5S, per l’Arera si starebbe valutando in una rosa di due-tre nomi. Entro il 31 luglio il governo dovrà infine trovare la quadra sull’ad di Fs, sulle quali M5S e Lega puntano entrambi forte. Il nome che circola, in queste ore, è quello di Maurizio Gentile, attuale direttore della Rete Ferroviaria. È un nome spinto dalla Lega su cui, però, il M5S frena essendo, tra l’altro, rinviato a giudizio per la strage di Pioltello.

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