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L’INTERVISTA/ “Servono regole chiare per le Rsa

Parla Jessica Faroni, presidente dell’Aiop Lazio e manager sanitario del Gruppo INI

Di Giulio Terzi
Sembrano lontanissimi i tempi in cui il governatore del Lazio Piero Marrazzo prometteva migliaia di posti letto in Rsa per tamponare una delle emergenze sanitarie più rilevanti della regione. Promessa mai mantenuta, e anche i presidenti che sono venuti dopo hanno fatto orecchie da mercante. Il numero di anziani non autosufficienti aumenta con progressione geometrica ma le Residenze Sanitarie Assistite restano delle chimere, nel privato i prezzi sono inaccessibili, nel pubblico le rette sono ancora sopra la soglia di sopportazione di tante famiglie. Ne parliamo con la dr.ssa Jessica Faroni, che oltre ad essere presidente dell’Aiop Lazio e’ manager sanitario del Gruppo INI, che al suo interno ha quattro strutture di Residenze Sanitarie Assistenziali.

Dott.ssa Faroni, come ogni estate si ripropone il tema degli anziani malati e non autosufficienti. Qual è oggi la situazione?
La definirei con una parola sola: drammatica. I dati parlano chiaro, oltre il 40% della popolazione italiana degli over 65 è affetta da almeno una malattia cronica.Di conseguenza c’è una richiesta elevatissima di assistenza verso gli anziani e noi vogliamo occuparci al meglio di questa fascia della popolazione per la quale il futuro si profila critico, con le famiglie lasciate spesso sole ad affrontare i problemi di cura e con i servizi di assistenza a lungo termine forniti dagli enti territoriali in modo limitato, frammentato, disomogeneo e concentrati in alcune regioni.

Spesso c’è una confusione tra Rsa, Residenze Sanitarie Assistenziali e case di riposo. Ci può fare chiarezza a riguardo?
Esiste una differenza rilevante, proprio ai fini del tipo e degli standard di assistenza. Le case di riposo, spesso erroneamente indicate come “cliniche”, sono in realtà comunità alloggio e case famiglia che sfuggono al controllo, alle leggi, spesso non molto chiare, a regolamenti che stabiliscono chi dovrebbe essere ricoverato in base alle condizioni fisiche e quale personale dovrebbe essere presente. Le Residenze Sanitarie Assistenziali, invece, sono delle vere e proprie cliniche dove gli anziani malati vengono ricoverati anche per lunghi periodi e assistiti per la patologia che presentano.La maggior parte di quelle presenti nel del Lazio sono ex case di cura interessate dal richiesto procedimento di riconversione. E’ evidente una rilevanza maggiore della componente sanitaria della prestazione di assistenza.Nella regione Lazio le RSA, soggette alle previste e ripetute verifiche del mantenimento dei requisiti di autorizzazione e accreditamento, provvedono all’assistenza delle persone non autosufficienti in conformità alle disposizioni di cui alla DGR n. 790/2016, che ha modificato la precedente delibera n. 98/2007. La compartecipazione dell’utente è stabilita a livello regionale, calcolata dal comune di residenza dello stesso utente sulla base dell’ISEE.
Per fare chiarezza e, soprattutto, dare risposte concrete ai cittadini di cosa c’è bisogno?
Mi sembra evidente e lo ripeto da anni: c’è bisogno di una legge che metta finalmente mero su bianco le norme per le case di riposo. Ma non basta. E’ necessario prevenire con controlli accurati delle strutture al momento della richiesta delle autorizzazioni e nel corso dell’attività .

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