| categoria: sanità Lazio

Liste d’attesa, agende uniche pubblico-privato e stretta sull’intramoenia

REGIONE/proposta di legge quadro presentata dal grillino Barillari

Iniziare, da settembre, a lavorare a una risoluzione condivisa sulle liste d’attesa, da consegnare al presidente della Regione, evitando conflitti di attribuzione tra una legge regionale e le prerogative esclusive del commissario ad acta in materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, che ricomprende specificamente questa tipologia di intervento. È stato questo, come riferito da una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale, l’esito della discussione ieri, in commissione Sanità sulla proposta di legge regionale n. 6 “Legge quadro per il governo delle liste di attesa”, primo firmatario il consigliere Davide Barillari (M5s). La discussione ha visto anche un confronto con l’ufficio legislativo del Consiglio regionale e con l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.
Tra gli argomenti affrontati dalla proposta presentata dai Cinquestelle c’è la condivisione delle agende di tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate, con il Cup e la Regione; stretta sull’intramoenia e maggiori investimenti sulla sanità pubblica con aumento di personale, macchinari, orari e giorni di disponibilità. E ancora: sistemi di monitoraggio sui risultati dell’abbattimento dei tempi d’attesa con verifica dell’operato del direttore generale di ogni Asl; revisione delle priorità di erogazione delle prestazioni, con tempi certi, e sanzioni per le strutture che non contribuiscono a rispettarli.
Sempre in sede di commissione è seguita una audizione con i direttori generali delle aziende ospedaliere sedi dei centri hub della rete regionale ictus. San Camillo Forlanini, Policlinico Tor Vergata, Policlinico “Umberto I” e Policlinico “Gemelli”. Il carattere di hub di questi centri è dato dal fatto che essi dovrebbero essere in grado di garantire un servizio h24 su queste emergenze, il che è venuto meno nel recente passato in talune situazioni, a causa di carenze soprattutto di personale. E’merso dalla audizione che sia a Tor Vergata, rappresentata dalla dottoressa Tiziana Frittelli e dal prof. Roberto Floris, che all’”Umberto I”, come riferito dal dott. Ferdinando Romano, il servizio è attualmente articolato su 12 ore giornaliere anziché 24 e questa situazione di emergenza dovrebbe essere superata solo a metà settembre. Sulla stessa linea il direttore generale del San Camillo dott. Fabrizio D’Alba e i rappresentanti del “Gemelli”, dott. Andrea Cambieri e prof. Cesare Colosimo. La principale motivazione di questi problemi di personale sarebbe nel fatto che la figura professionale di cui trattasi, quella del neuroradiologo interventista, è di difficile formazione. Ma anche il mancato adeguamento delle retribuzioni e carichi di lavoro molto pesanti contribuirebbero a spingere il personale sanitario specializzato verso l’ambito privato

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