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Brizzi, la procura di Roma chiede archiviazione: «Il fatto non sussiste»

La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per il regista e attore Fausto Brizzi, indagato per violenza sessuale dopo la presentazione di tre denunce. Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone, che coordina il pool di magistrati che si occupano di reati sessuali, il fatto non sussite, perché in base alle denunce non ci sono gli estremi per procedere.
Brizzi, che è stato anche interrogato dai pm, era finito al centro del “#Metoo” italiano, soprattutto dopo la puntata de “Le Iene” in cui alcune attrici, anonime, denunciavano gli abusi.

A circa quattro mesi dall’iscrizione nel registro degli indagati per il regista romano arriva dai pm di piazzale Clodio la formale sollecitazione al gip di archiviare la sua posizione. A breve, quindi, potrebbe calare il sipario su una vicenda giudiziaria che ha coinvolto uno dei registi italiani più noti grazie a commedie che hanno sbancato il box-office come «Notte prima degli esami».
La parola ora passa al gip che potrebbe fissare nelle prossime settimane un’udienza per discutere la richiesta avanzata dalla procura.

Le denunce riguardavano tre episodi avvenuti nel 2014,2015 e 2017. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, hanno svolto accertamenti anche per i due casi, quelli risalenti ad alcuni anni fa, le cui denunce erano arrivate oltre i termini di legge. In base a quanto accertato dai magistrati negli episodi non sono stati riscontrati profili di natura penale. Il «caso-Brizzi», che alcuni hanno accostato alla vicenda che ha travolto il potente produttore americano Harvey Weinstein, è esploso nel novembre dello scorso anno dopo una inchiesta delle «Iene» su presunti abusi e violenze nel cinema italiano. La trasmissione ha mandato in onda una serie di testimonianze di ragazze, circa una decina, che raccontavano di avere subìto vere proprie aggressioni sessuali da parte di Brizzi. In base alle denunce il regista romano avrebbe invitato le ragazze nel suo loft-studio per un provino e le avrebbe poi obbligate a subire rapporti sessuali. Tre delle presunte vittime hanno deciso di presentare una denuncia ai pm di piazzale Clodio.

Nel corso di audizioni protette, le presunte vittime hanno confermato il racconto fatto davanti alle telecamere della trasmissione tv. Ricostruzioni su cui hanno lavorato per settimane gli inquirenti non trovando però elementi di natura penale. E oggi sui profili social del programma di Italia 1, la trasmissione, rendendo conto della richiesta di archiviazione per il regista da parte della procura, ripropone tre l’altro tutti gli articoli e i servizi da loro dedicati alla storia. «A sollevare il caso Brizzi siamo stati noi de Le Iene. Abbiamo raccolto le testimonianze di molte attrici, che non si conoscevano prima, che ci hanno raccontato di essere state molestate e abusate da Brizzi molto tempo prima, nel suo loft, con la scusa di provini di scene di passione», scrivono.

E nell’ambito dell’attività istruttoria della procura capitolina è stato interrogato lo stesso Brizzi che da subito aveva chiesto un confronto con gli inquirenti. Il regista è stato sentito nell’aprile scorso per alcune ore negli uffici della cittadella giudiziaria. Un interrogatorio durante il quale avrebbe fornito una serie di chiarimenti. E oggi il registe e il suo avvocato, Antonio Marino, contattato telefonicamente, non ha voluto commentare la notizia della richiesta di archiviazione. Nei prossimi giorni, intanto, Brizzi tornerà sul set per un nuovo film nell’ambito dell’accordo sottoscritto con il produttore Luca Barbareschi.

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